Roma, corsa contro il tempo per un posto in Europa

Roma, corsa contro il tempo per un posto in Europa

La Roma sta vivendo un momento assai delicato della sua stagione in Serie A. Le sconfitte nel girone di ritorno in Serie A sono già cinque, ragion per cui la truppa giallorossa è finita con l’uscire momentaneamente dai piazzamenti europei della classifica, con il disappunto di chi si aspettava una seconda parte di campionato gagliarda ed improntata alla qualificazione in Champions League.

Non che la matematica non lo permetta ancora. Ma per i giallorossi di Paulo Fonseca (prossimo al passo d’addio a Trigoria?) sarà vietato commettere errori d’ora in avanti.

A meno di dieci giornate dalla fine della stagione in Serie A e con un calendario che, tutto sommato, potrebbe sorridere alla Roma (eccezion fatta per le sfide contro l’Atalanta e contro la Lazio nell’ultima giornata), Edin Dzeko e compagni avrebbero ancora tutto lo spazio ed il tempo necessario per recuperare il gap che separa i capitolini dai posti che contano della classifica, così come testimoniato anche dalle quote dei migliori siti scommesse Serie A.

L’obiettivo, ambizioso e al tempo stesso ancora raggiungibile per i giallorossi, potrebbe rischiare di distrarre gli uomini di Fonseca da un altro grande traguardo stagionale, quello dell’Europa League dove la Roma, dopo gli squadroni della Premier League e proprio l’Ajax (avversario dei quarti di finale), è vista come una delle più serie pretendenti alla vittoria finale.

Soltanto vincendo la seconda competizione continentale per club si avrà la matematica certezza di giocare in Champions League l’anno prossimo. Più facile che questo avvenga per mezzo del campionato, nonostante il divario di punti dal quarto posto cominci a diventare piuttosto profondo. Ma questa squadra deve provarci fino in fondo; deve farlo per l’onore e soprattutto per la sua appassionata tifoseria che non ha mai abbandonato i giallorossi anche nei momenti più difficili.

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Insomma, la Roma è partita a settembre con il sogno di tornare a giocare tra le stelle del firmamento europeo; con buona probabilità e se Fonseca non riuscirà a dare il cambio di passo, i giallorossi si ritroveranno a disputare la Conference League, il neonato torneo della UEFA a cui la Serie A prenderà parte spedendo la squadra settima classificata.

La nuova coppa europea, la terza in ordine di importanza, avrà lo stesso format dell’Europa League; in soldoni si tratterà proprio di una Europa League di Serie B (e con molto meno soldi come riferiscono autorevoli fonti di stampa come La Gazzetta dello Sport), motivo per cui squadre come la Roma, se qualificate, potrebbero davvero pensare di snobbarla e di dedicarsi ad altri obiettivi, pur tuttavia rispettando ed onorando l’incombenza.

Ecco perché l’ipotesi di finire settimi (o peggio ancora più in basso) in classifica a fine campionato è totalmente da non prendere in considerazione. Lo sa bene il tecnico portoghese dei giallorossi, Fonseca, che è alla sua ultima chiamata. Il lusitano non può più fallire se vuole sperare ancora di restare all’ombra del Cupolone anche nella prossima annata.

Ma prima di ogni cosa c’è da vincere la concorrenza dell’Atalanta, del Napoli, della Juventus e della stessa Lazio per la corsa ai piani alti della classifica. Più facile a dirsi, anche perché, come prima accennato, nel girone di ritorno c’è stato un significativo crollo di rendimento da parte degli uomini di Fonseca, i quali hanno messo in cascina solo 14 punti in 10 giornate, troppo poco per sperare di puntare almeno al quarto posto.

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Quali le cause? Senza dubbio conta il fatto di giocare ogni tre giorni (al netto dei tanti infortunati della stagione). Questo tuttavia non esime lo staff tecnico, e Fonseca stesso, a dover fare meglio i conti con gli uomini a disposizione.

Per quanto in difficoltà e in ristrettezze a livello di uomini arruolabili, la Roma, come anche visto contro un Sassuolo in difficoltà, avrebbe dovuto fare molto meglio e non lasciare quei tanti punti che oggi pesano come macigni sull’equilibrio generale di una classifica di Serie A che comincia a diventare sempre più un quadro a tinte fosche per i giallorossi.

3 pensieri su “Roma, corsa contro il tempo per un posto in Europa

  1. Concordo sulla scarsa tenuta della difesa, problema annoso per la Roma, e direi anche del centrocampo, dove Veretout meriterebbe una spalla all’altezza, per fare filtro e coprire meglio la difesa.
    Nonostante tutto sono abbastanza fiducioso per stasera, ma come scrivevo mi sarebbe piaciuto vedere un Roma – Manchester in finale, sarebbe stato un premio meritato per noi e anche una grande visibilità mediatica con ricadute economiche notevoli.
    In una finale avremmo, forse, potuto schierare la nostra formazione migliore, compreso quello Zaniolo che potrebbe fare la differenza in una gara secca.
    Poi una finale si può anche perdere, come L’Inda l’anno scorso, che adesso sta dominando il campionato.

  2. Complimenti per la splendida foto dell’Olimpico.
    Secondo me la Roma non ha alcuna possibilità di arrivare tra le prime 4, spero almeno che possa qualificarsi per l’EL, ma Lazzie e Pummarola corrono e sarà difficile, a meno che non si riesca a vincere il derby (e sarebbe ora, vero Fonseca?)

    Per quanto riguarda giovedì, credo che passeremo il turno, ma il problema è che Roma UTD doveva essere la finale, c’erano tutti i presupposti. Invece l’Uefa c’ha messo lo zampino e li affronteremo in semifinale. Obiettivamente sono più forti e più esperti e dunque finirà lì.

    1. Ciao Alex,
      due semifinali europee nel giro di pochi anni sarebbero comunque qualcosa a cui non siamo abituati.
      Io credo che domani sarà una dura battaglia. La scorsa settimana è stata una bella vittoria, ma non una bella partita, nel senso che la Roma non ha la capacità di giocare bene per 90 minuti, e quando non gioca bene semplicemente crolla. A mio parere il nostro problema più grande sta nel reparto difensivo: non abbiamo abbastanza qualità in quella zona del campo per aggirare le squadre che ci pressano alte. Inoltre, pur in una partita giocata da noi piuttosto bene, ci sono momenti troppo spesso in cui i singoli giocatori compiono errori disastrosi. Diawara, per esempio, il quale decide che passare la passa in modo moscio sia forse più elegante che passarla in modo deciso, o Pau, che aggiunge sempre un po’ di pepe al gioco regalando almeno un pallone direttamente agli avversari, oppure Ibanez che, prima di riscattarsi con un bel goal, ritiene che spazzare via la palla in un momento di difficoltà sia disonorevole: meglio sbagliare un passaggio in una zona nevralgica per poi commettere un fallo da rigore tentando di rimediare. E il tacco…e la punta…diceva qualcuno…
      L’Ajax viene da noi sapendo che abbiamo dei momenti di black out da sfruttare. Noi pensando di avere la qualificazione in tasca…Incrociamo le dita e speriamo che io mi sbagli: vorrei davvero vedere una Roma concentrata per 90 minuti, concreta e senza inutili sbavature.

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