Migliori e peggiori in Cagliari-Roma: fate una statua a Pellegrini, incubo Vina

Migliori e peggiori in Cagliari-Roma: fate una statua a Pellegrini, incubo Vina

Non la migliore prestazione per i giallorossi, è giusto evidenziarlo, ma questo Cagliari-Roma pesa come un macigno sulla classifica e, soprattutto, sull’autostima degli ospiti. Già, perché dopo il pareggio dell’Olimpico contro il Napoli, conquistato in seguito ad una prestazione di grande personalità, era importante dare continuità ai risultati ottenendo nuovamente il successo in trasferta. I ragazzi di Mourinho hanno fatto il proprio dovere, pur soffrendo più di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia.

Premesso che vincere in un campo così caldo non sia mai semplicissimo, è altrettanto vere che il Cagliari stia vivendo una crisi profonda, oltre al fatto che a Mazzarri mancavano alcuni giocatori particolarmente importanti. Pur contestualizzando la vittoria, non possiamo certo trascurare che in altre annate, dopo lo svantaggio, probabilmente la Roma sarebbe crollata dal punto di vista mentale. Ecco perché bisogna dare i giusti meriti al gruppo, venendo fuori da una situazione molto complicata.

I migliori in Cagliari-Roma tra i giallorossi

Pellegrini 8. Colpisce una trasversa, sforna l’assist per Ibanez con un calcio d’angolo pennellato, per poi trovare un autentico gioiello con il gol del definitivo 1-2. Una punizione che non lascia scampo a Cragno ed una conclusione di rara bellezza che vale tre punti importantissimi. Giocatore ormai insostituibile per Mourinho.

Rui Patricio 7. Fondamentalmente, il portiere giallorosso non è chiamato in causa tante volte, ma tiene la barca a galla nel momento più difficile della serata, opponendosi bene a Pavoletti. Negli ultimi secondi, poi, un’uscita provvidenziale evita alla Roma guai peggiori, con il pieno forcing dei padroni di casa.

Zaniolo 6,5. Come avvenuto contro il Napoli, merita una menzione particolare, perché sta ritrovando gradualmente la gamba ed il guizzo che tutti i tifosi si aspettano. Manca ancora il gol e la fortuna non è con lui, ma la rete su punizione nasce da una giocata old style che sicuramente avrà fatto piacere al popolo giallorosso.

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I peggiori in Cagliari-Roma tra gli uomini di Mourinho

Abraham 5. Serata decisamente storta per l’ex Chelsea. La sensazione, molto forte, è che l’infortunio alla caviglia si faccia sentire, come del resto abbiamo percepito chiaramente contro il Napoli. Mai pericoloso, fatica anche a dare profondità alla squadra. Da ritrovare nel più breve tempo possibile.

Mkhitaryan 4,5. Conferma il suo momento particolarmente negativo, non entrando mai in partita contro il Cagliari. La sostituzione a fine primo tempo è il minimo ed ora rischia seriamente il posto da titolare nel match contro il Milan.

5 pensieri su “Migliori e peggiori in Cagliari-Roma: fate una statua a Pellegrini, incubo Vina

  1. Caro Val, è chiaro che mi riferivo a Spalletti.
    Insultare e fischiare quando si è insieme alla massa è facilissimo: si prendono di petto persone che se te le ritrovassi davanti a tu per tu, te la faresti sotto dalla paura.
    Ricorderò sempre un Roma Fiorentina di tanti anni fa in cui il difensore viola Galdiolo ne fece di cotte di crude contro i nostri giocatori. In curva gliela giurarono e gli promisero di aspettarlo fuori dagli spogliatoi al termine della gara ( di cui non ricordo nè l’ anno nè il risultato finale).
    Galdiolo uscì dagli spogliatoi a fine gara di fronte a una turba di facinorosi, gli stessi che gliela avevano giurata durante la gara. Fatto sta che il buon Galdiolo era un omone di almeno mt 1.90 con muscolatura da wrestling e soprattutto con uno sguardo killer da far tremare le vene e i polsi .
    La frase più minacciosa che ricordo, fu “A Gladiolo (come il fiore) daje!”
    Un caro abbraccio giallorosso.

  2. Anch’io, da tifoso giallorosso di vecchia data, concordo con Attilio. Sono uno che andava a Riscone a vedere la preparazione estiva della Roma di Liedholm e di Viola ai tempi del secondo scudetto, per intenderci… Uno che è stato testimone oculare di certe “scappatelle” dei giocatori (non faccio nomi) che prendevano il ritiro anche come un momento goliardico, perchè allora (era un altro calcio) si poteva anche fare e perchè in fondo eravamo i campioni d’Italia e ai campioni qualche eccezione alle regole si concede sempre.
    Poi è arrivato il sergente di ferro Capello ai tempi di Sensi e il terzo scudetto.
    E poi sono arrivati gli americani. Se fosse un commento storico potrei dire che “gli americani ci hanno liberato”… ma parliamo di calcio e per la Roma non mi è sembrata esattamente una liberazione. Di sicuro non quella di Pallotta. Vedremo questi.

  3. Non sono riuscito a vedere la partita, e ovviamente i riassunti di tre minuti su youtube non rendono l’idea della tenuta della squadra. Dal poco che ho visto, però, ci sono ancora delle sbavature pericolose.
    Vediamo l’azione che porta al goal del Cagliari: Cristante segue un giocatore del Cagliari sulla fascia, e non riesce a opporsi al travesone di quest’ultimo. Fin qui tutto abbastanza normale: non si possono bloccare tutti i traversoni verso l’area.
    In area, però, abbiamo due giocatori del Cagliari e tre della Roma. Siamo in superiorità. C’è Ibanez su Pavoletti. Il pallone passa sopra le loro teste, e a questo punto Ibanez decide che non vale la pena di continuare a marcare Pavoletti e lo lascia solo di fronte al portiere. Forse chi ha giocato a pallone in modo serio potrebbe spiegarmi che la cosa ha un suo senso, ma io non riesco a vederlo.
    Forse pensa che Vina sia in anticipo sul pallone. Vina, in effetti, sembra in anticipo, ma salta a vuoto mancando il pallone, che viene intercettato da un giocatore del Cagliari che, un po’ fortunosamente, riesce a passare al centro proprio al solitario Pavoletti che ovviamente segna. Quel goal si poteva evitare se almeno uno dei due -Vina e Ibanez-avessero fatto più attenzione.
    Da notare che in questo momento ci sono sei giocatori della Roma in area contro quattro del Cagliari. Il problema è che i quattro del Cagliari sono tutti senza marcatura.
    Questa azione ci fa ancora vedere la Roma che conosciamo e che non vorremmo più vedere. Prendere un goal solo perché si pensa che l’azione non possa più svilupparsi in modo pericoloso…Quanti punti abbiamo perso, negli anni, in questo modo?
    La partita contro il Bodo è stata, in un certo senso, l’apoteosi di questo atteggiamento: i giocatori sembravano pensare che non valesse la pena, su quel campo e a quelle temperature, di rischiare un affondo o uno scatto. Sembravano fare il minimo indispensabile, per fermarsi a ogni occasione.
    Pensando alla storia recente della Roma, alle sue cicliche figuracce, è inammissibile andare incontro a prestazioni delle genere.
    Il fatto che, all’indomani dell’esclusione punitiva contro il Cagliari, l’agente di Diawara senta il bisogno di lamentarsi e Villar mandi sibillini messaggi via social, è secondo me una dimostrazione di come l’aria all’interno degli spogliatoi sia stata troppo a lungo favorevole ai giocatori. Fonseca era una quarta scelta, Difra attaccato costantemente e mai difeso dalla società, Spalletti abbandonato nel suo scontro con Totti. Temo che i calciatori abbiano semplicemente perso l’abitudine a stare zitti, al di là dei torti che pensano di subire, e questo non è un bene. Mi aspetto che Mourinho non ceda di un centimetro e corregga certi atteggiamenti, in campo o fuori. Altrimenti: possiamo pensare di vincere qualcosa solo quando avremo una società che possa spendere trilioni di trilioni sul mercato.

    1. Caro Val,
      da come si evince in questi ultimi tempi, da anni lo spogliotaio della ROMA era esclusivo appannaggio dei giocatori. Nessuno poteva mettere bocca dai tempi di Capello allenatore. Si era creato un clima non proprio di auto gestione, ma quanto meno di gestione autonoma dei calciatori secondo me sull’ onda di caporioni cui non si poteva dire di no….una situazione che poi, vuoi per la pochezza dei trainers che si sono succeduti, vuoi per la pochezza di una dirigenza tutta coesa al raggiungimento di benefits che nulla devono avere a che fare con il football e alla quale dei risultati sul campo fregava il giusto (per loro).
      Qui si continua ad insultare persone che hanno cercato di fare il bene della ROMA, lasciate sole di fronte a situazioni che definire sgradevoli sarebbe poco…le si fischiano post mortem … disseppelendo cadaveri come avvenne per papa Formoso.
      Ben venga il portoghese a cercare di frenare questa emorragia di caxxate.
      Ben venga chi sta cercando di rimettere le cose al loro posto.
      Ben venga chi prova a rimettere il gioco del calcio al centro dell’ attenzione.

      Un caro abbraccio giallorosso.

      1. Ciao Attilio!
        Sì, la Roma ha avuto per anni qualcosa che non andava all’interno dello spogliatoio, e chissà quanti retroscena di Trigoria ci sono ignoti!
        Quando parli dei fischi, ti riferisci a Spalletti? Immagino di sì, ma la tua memoria storica sulla Roma è ampia e potrei non aver capito il riferimento. Se si tratta di Spalletti, sono assolutamente d’accordo. Tanti allenatori che hanno raggiunti grandi risultati sono in seguito stati fischiati dai propri tifosi, ma non so quante altre volte è accaduto nella storia del calcio che un allenatore fosse fischiato proprio nel momento in cui raggiungeva un record storico per la squadra. Reiterare quei fischi a distanza di tempo mi è sembrato un gesto inopportuno da parte della tifoseria che, con il tempo, avrebbe invece potuto smorzare un astio che in fondo non ha troppe ragioni di esistere.

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