MILANO – Nel Milan “tutte stelle” che pareggia 2-2 a Roma, che mette in mostra l’enorme talento di Pato, ma che resta lontano 9 punti dalla capolista Inter, i riflettori più forti sono sempre per David Beckham. Soprattutto, inevitabilmente, nella natia Inghilterra, dove i 91 minuti (compresi i 2 di recupero del primo tempo) giocati dallo Spice Boy sono stati vivisezionati in lungo e in largo dalla stampa. Quella stessa stampa che aveva giocato sull’aspetto “gossipparo” del Beckham-momento, tra shopping, feste e atteggiamenti da rockstar, è tornata a trattare l’ex centrocampista di Manchester United e Real Madrid come un vero giocatore di pallone.
Il Times ha commentato: «La prima parola che doveva imparare era panchina, invece è partito titolare». Resta, comunque, il sarcasmo britannico: «Perché ha però firmato per il Milan? Per vanita? Perché non è andato al Chievo, al Bologna o al Cagliari? Il suo forte sono le punizioni: perché è andato in un club che ha i migliori specialisti al mondo?». Entusiasta il Daily Telegraph: «A 33 anni ha dimostrato di poter disputare un’intera partita ai massimi livelli, sorprendendo forse anche se stesso». Miracolo tricolore per il Daily Mail: «Beckham è tornato sul grande palcoscenico in Italia». Più dubbioso il Guardian, ma anche qui si parla di calcio giocato: «Non ha avuto un grande impatto sulla partita».
Semplicemente geniale il Sun, che dopo aver esaltato i campioni del Milan, nuovi compagni di squadra di Beckham, si chiede: «Dopo questo come può tornare al calcio di Topolino?». Il riferimento, acre e distruttivo, è ovviamente alla Major League Soccer statunitense e ai Los Angeles Galaxy, la base cui David, secondo gli accordi, tornerà ad inizio marzo. A questo punto Adriano Galliani spera che a Beckham non piacciano i fumetti di Walt Disney.