Bombe su Gaza, l’Ue chiede lo stop, e Israele apre a una tregua di 48 ore

Le nuvole di denso fumo nero dei bombardamenti oscurano ancora i cieli di Gaza. L’ira di Israele non conosce tregua e i suoi caccia continuano a colpire. Obiettivi strategici e governativi, in primis, ma anche i tanti, troppi civili. La lista dei morti è arrivata a 360 cadaveri: 40 sono bambini. Un massacro che dura da quattro giorni. “Piombo fuso”, l’operazione lanciata per «rovesciare Hamas» è ad una fase di svolta, annuncia il governo di Tel Aviv. Ma non si fermerà. Salvo pressioni diplomatiche internazionali alle quali diventa sempre più difficile dire di no. Ieri i ministri degli esteri dei 27 Paesi Ue si sono riuniti in via straordinaria a Parigi, e nonostante qualche divergenza, hanno chiesto il «cessate il fuoco permanente» per permettere «l’arrivo degli aiuti umanitari». E il ministro della difesa israeliano Ehud Barak si è detto «favorevole» ad una tregua di 48 ore nella Striscia. Secondo l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Javier Solana, l’Europa sta lavorando ad una soluzione per il conflitto che si basi su “tre punti fondamentali”. «Chiediamo il cessate il fuoco immediato, l’apertura dei punti di passaggio tra Gaza e l’Egitto e Gaza e Israele e la ripresa dell’aiuto umanitario». Subito dopo anche il “Quartetto per il Medio Oriente” ovvero Usa, Russia, Ue e Onu ha chiesto che lo stop immediato alle armi a Gaza sia «pienamente rispettato ». Anche per questo il presidente francese Nicolas Sarkozy riceverà domani il ministro degli esteri israeliano Tipzi Livni all’Eliseo. Il governo della Stella di David , dal canto suo, conferma che prenderà in considerazione la proposta di tregua avanzata dal ministro degli Esteri francese e presidente di turno dell’Ue, Bernard Kouchner. Intanto, secondo radio Gerusalemme, si è infatti conclusa la prima fase dell’offensiva Israeliana, con gli incessanti raid aerei. Adesso, ha aggiunto la emittente, resta da verificare se sia possibile un intervento diplomatico oppure se dare il via alle forze di terra israeliane, ammassate da giorni ai bordi della Striscia di Gaza. Israele ha respinto qualsiasi ipotesi di una tregua con Hamas fino a quando la minaccia dei razzi non sarà cessata, dicendosi pronto a prolungare le operazioni militari nella Striscia di Gaza anche per «settimane». Ieri è stato bombardato anche il confine con l’Egitto, nella zona del valico Rafah, dove continua l’esodo dei palestinesi in fuga. Prosegue anche il lancio di razzi palestinesi: quattro le vittime israeliane.Al suono delle sirene i cittadini dello Stato ebraico hanno 45 secondi per mettersi in salvo. Ma la situazione peggiore si registra in quel lembo di terra che è la Striscia. Le strade sono deserte, ci sono solo le tende piantate per piangere i morti e autombulanze impazzite. Neppure di notte è possibile chiudere le finestre, per timore che le bombe mandino in frantumi i vetri. Gli stessi missili che hanno ucciso sul colpo ieri due sorelline di 4 e 11 anni. Stavano scappando a bordo di un carro trainato da un asino.

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