Panucci: “Con Spalletti tutto ok”

Christian PanucciPer Christian Panucci la marcia di avvicinamento a Italia-Georgia è un lungo e piacevole cammino verso casa. A Genova, in Nazionale. Meglio di così… In conferenza stampa a Coverciano, il difensore della Roma arriva con un pacco di biglietti omaggio da elargire a destra e a manca, e un sorriso largo così. «Giocare a Genova è come ritornare a casa – racconta – sono felicissimo, avrò amici e parenti in tribuna, e ci sarà anche mio figlio, che così vedrà dove ho tirato i primi calci». Nato a Savona, legatissimo alla Liguria, Christian ha esordito in A con la maglia del Genoa (24 maggio ’92, a Napoli, 1-0 per i partenopei), con la quale ha collezionato 31 presenze e timbrato 3 gol. Poi una carriera straordinaria con Milan, Real Madrid, Inter, Monaco, Chelsea, e Roma, squadra con la quale gioca ormai da sei stagioni. E che sente sua. «Stiamo disputando un buon campionato- commenta- anche se rispetto agli anni scorsi facciamo molti punti con le ‘piccolè e, almeno finora, andiamo così così con le ‘grandì. Comunque puntiamo ad avere più continuità, anche se di fronte ci sono sempre l’avversario e l’imponderabile. Quest’anno però il margine tra noi e l’Inter è diminuito e se gli episodi ci daranno una mano cercheremo di centrare qualcosa di importante». Non poteva poi mancare l’accenno alla ‘crisì con Spalletti. Che Panucci risolve così: «Si è trattato di un caso normalissimo tra due persone dal carattere forte che hanno avuto un disguido, che però è stato chiuso subito. Tra di noi già il giorno dopo era tornata la tranquillità, c’è grande sintonia col mister, siamo insieme da due anni e ne passeremo tanti altri fianco a fianco. Se farà il tifo per me sabato? Dovete chiederlo a lui, ma penso di sì, visto che dovrebbe essere una soddisfazione per lui che un suo giocatore è in Nazionale». Ecco, la Nazionale. In un’Italia che si rinnova, c’è bisogno di gente d’esperienza, come Christian. Lui si schernisce: «Beh, io forse di esperienza ne ho anche troppa. Sto diventando un pò vecchio. Comunque nonostante l’assenza di 4-5 ‘big’ questa è un’Italia di valore, anche se chiaramente si perde qualcosa quando manca gente di un certo livello. Ma ci sono tanti giovani che stanno crescendo benissimo. E il punto di forza resta il gruppo». Un gruppo obbligato a vincere sempre per centrare Euro 2008. Senza aspettarsi ‘aiutì. «No, non dobbiamo pensare ai risultati delle altre- avverte Panucci- e poi siamo l’Italia, quindi dobbiamo solo pensare a noi, e a vincerle tutte. La qualificazione dipenderà solo da noi e dalle nostre prestazioni». Vincere quindi. A cominciare da sabato con la Georgia: «Abbiamo grande rispetto dei prossimi avversari- dice il romanista- ma abbiamo tutte le carte in regola per dimostrare, sul campo, di essere più forti». La chiosa finale è nuovamente colorata di giallorosso. Ed è una carezza al capitano della Roma. «Spiace che Totti non sia tra i candidati al Fifa World Player- conclude Panucci- chi vince la ‘Scarpa d’orò dovrebbe finire di diritto nella lista dei finalisti. Lui ci teneva tantissimo, però bisogna non pensarci più e andare avanti. Che pensi alla Roma adesso, e magari a vincere di nuovo la ‘Scarpa d’orò. Noi gli daremo una grande mano».

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IlRomanista