Conferenza di Spalletti


Si torna in Champions League. Intanto cominciamo dalle condizioni di Doni. E poi questa è un’occasione per mandare un messaggio all’Europa?
Doni bisogna vedere lo sviluppo dell’allenamento oggi, è migliorato molto, ma avverte ancora dolore. Per quanto riguarda messaggi, la squadra già ne ha mandati dopo Manchester. I ragazzi hanno reagito bene, fatto risultati importanti e poi il percorso in Champions dimostra che in quella partita lì gli avversari hanno capitalizzato tutte le occasioni. Noi abbiamo l’opportunità di giocare in questa competizione, la più importante di tutti, che dà grandi emozioni e sensazioni.
Vuole rispondere a Roberto Mancini che ha detto che lei ha sempre bisogno di fazzoletti?
Fra tecnici è meglio restare tra questioni tecniche. Per quanto riguarda Inter e Roma, sono due buone squadre, che giocano un buon calcio. La Roma è attrezzata per vincere, l’Inter, invece, deve vincere e basta. E’ chiaro poi che noi vogliamo andare in fondo. Questa è una differenza sostanziale. 
Quindi non servono i fazzoletti?
Avrà fatto riferimento allo stesso fazzoletto suo di quando ha detto che gli servivano giocatori sulla destra dopo aver giocato contro di noi.
Dove può arrivare la Roma in Champions alla luce dei risultati dello scorso anno?
L’obiettivo è di arrivare più in là possibile. E’ lo stesso discorso del Campionato, quando mi costringete a dire che "vinciamo lo scudetto" per poi farci prendere in giro da tutti dopo se non succede. Il fatto di mettere sempre la squadra in campo per vincere, è sempre una risposta. La squadra ha tratto insegnamenti importanti nella sconfitta contro il Manchester. Nell’aspetto della gestione, loro sono stati bravissimi. Ma anche noi ci siamo fatti trascinare dall’ambiente, abbiamo tentato di ribaltare subito. Quelle cose lì non debbono più avvenire contro una squadra di quel livello. Ci deve servire per il futuro in questa competizione.
La regola numero uno per domani sera?
La regola numero uno è quella di andare a fare gol, attaccare, ma allo stesso tempo non lasciarci trascinare dentro le situazioni pericolose. Ci sono delle situazioni dove l’equilibrio diventa fondamentale. E questa è una di quelle.
Panucci come sta?
Anche Christian lo dobbiamo vedere oggi. Gli altri sono in miglioramento, anche i piccoli acciacchi subiti nella trasferta di Reggio.
Vi presentate con maggior esperienza quest’anno in Champions?
Ci presentiamo a fare le stesse cose dopo un anno con maggiore conoscenza. La nostra squadra, in certi elementi tipo De Rossi o Aquilani, ha bisogno di essere stagionata. Noi cercheremo di migliorare ancora.
E’ l’equilibrio la grande forza di questa squadra?
L’equilibrio fa comodo in tutte le situazioni di vita, anche nel calcio.
Quali sono i punti più difficili di questo girone?
E’ tutto difficile. Dobbiamo tirare fuori il nostro carattere e le nostre potenzialità, altrimenti è tutto difficile. Bisogna saper prendere quello che viene, bisogna sapersi adattare perché ne abbiamo le possibilità.
Questo girone è più equilibrato rispetto a quello dello scorso anno?
Questo è uno dei gironi più difficili. Ai ragazzi servirà per capire dove possiamo arrivare e capiremo le nostre forze.
Una sua riflessione sull’episodio del petardo lanciato a Torino?
Io penso che in questi due anni e l’inizio del terzo, la squadra è cresciuta molto. E per farlo, ha avuto bisogno del pubblico che è cresciuto con i ragazzi. Nutro molta fiducia, dunque. Bisogna ancora andare a mettere a posto delle situazioni e faccio i complimenti chi a Torino ha potuto far identificare il colpevole. Andiamo avanti cercando di migliorare sempre.
Ha già la necessità di fare turnover in vista della partita di domenica?
Bisogna vedere come stiamo giovedì. Comunque stiamo all’inizio, non c’è ancora la necessità di andare a fare tantissimo turn over. Comunque la società ci ha messo a disposizione giocatori importanti.
Lei si sente pronto a gestire questo turnover?
Non lo so, vedremo. L’importante che si capisca che l’allenatore ha il ruolo di poter sostituire qualcuno.
Dopo la partita di Reggio ha detto che le è piaciuto più il primo tempo che il secondo. Quella di quest’anno sarà una Roma meno spettacolare ma più concreta?
Noi andremo ad affrontare le partite con gli avversari che ci aspetteranno sulla metà campo, dandoci problemi per sviluppare il nostro gioco. Nei momenti di difficoltà va mantenuta la partita sugli equilibri, senza andare a forzare, altrimenti si creano difficoltà che nel calcio avvengono spesso. Cioè di dare la possibilità di ripartire o attaccare gli spazi.
La Roma è una squadra molto tecnica, non crede che in alcuni frangenti possa diventare troppo accademica o leziosa?
E’ chiaro che bisognerà essere sempre pratici o diretti nello sviluppo del possesso palla, ma sempre dalla nostre caratteristiche si passa. Totti, ad esempio, è diventato famoso per il cucchiaio e domenica lo ha proposto.
Mancini e Pizarro possono fare 90 minuti?
Novanta minuti forse è azzardato, ma sono in discreta condizione. Vucinic? Ha fatto qualcosa, ma ancora avverte un piccolo fastidio.
Mancini ha detto che Totti merita il Pallone d’Oro. Condivide?
Condivido e mi fa piacere che abbia la stima degli altri.
Può essere l’anno del Pallone d’Oro per Francesco Totti?
Se guardo la maturazione del professionista, a mio avviso può far più gol su punizione dove può migliorare. Deve far più gol di testa, perché un attaccante deve essere bravo, quando avrà messo a posto questi aspetti, lo potrà vincere.
Qual è la squadra favorita in questo girone F?
La più forte è il Manchester.

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