Conferenza stampa di De Rossi

Si parte alla pari tra Roma e Dinamo Kiev?
Più si andrà avanti e più andranno a sparire le differenze di condizione. Quello che è successo in Nazionale, dobbiamo tenerlo a mente. Sarà una partita difficile, tre anni fa ci hanno creato parecchi problemi, quella Ucraina è una realtà importante. Lo abbiamo visto lo scorso anno contro lo Shakhtar.
Avete solo la testa alla Champions o pensate anche alla Juve?
Pensiamo solo a questa. Vincere subito ti apre uno scenario positivo e lo scorso anno lo abbiamo visto. Poi ce ne sarà un’altra importante anche la prossima domenica. Pensiamo partita dopo partita, così si gestiscono le partite ravvicinate.
Ora che ti sei fatto una cultura di calcio ucraino, a cosa bisogna stare più attenti?
La Dinamo non l’ho vista mai giocare, lo faremo tra oggi e domani. Loro saranno motivati contro di noi, avranno le solite qualità tecniche delle squadre ucraine o russe. Bravi tecnicamente e rapidi.
Sarà più facile giocare in questa Champions League con tutta l’esperienza acquisita lo scorso anno?
E’ uguale. Abbiamo cancellato le incognite dello scorso anno. Ci sono sette o otto squadre forti come noi, che fanno bene in questa competizione da sempre, dobbiamo stare tranquilli.
Due squadre romane in Champions.
Per la città di Roma è importante, la Lazio ha giocato un buon calcio e si è meritata la qualificazione. In Champions c’è meno rivalità del Campionato.
Ora sei un quinto difensore aggiunto, anche per te non si prendono gol?
Per quanto riguarda il ruolo, capita di dare una mano in difesa. Il merito se non si prendono gol non è mio, ma di tutta la squadra. E questo si vede in campo, sia in fase difensiva che offensiva.
C’è una squadra da battere in questa Champions?
Ce ne sono tante, sono sempre quelle che ogni anno arrivano in fondo: Milan, Inter, Barcellona, Real Madrid. Speriamo di inserirci tra queste e magari un domani essere considerate come loro. Ma ci vorrà ancora tempo.
A che punto di condizione sei?
Sicuramente un pochino devo migliorare dal punto di vista della condizione fisica, ma ci siamo. E’ chiaro che poi si può migliorare, il fatto di non essere ad altissimi livelli, può essere anche per altri motivi. Comunque finchè la Roma vince e siamo in testa, io sono contento così.
Nelle tue notti, quante volte hai ripensato alla disfatta di Manchester?
Quelle sono partite che purtroppo non si cancellano, ci sarà sempre questa macchia e questo dispiacere. Il Manchester non era così superiore a noi, non c’erano sette gol di differenza. Certo, non è un incubo ricorrente, però un pochino viene in mente quando sei in Champions e magari ti ricapita la stessa squadra.
C’era qualcosa che proprio non è andato?
E’ stata una partita talmente particolare, che è difficile individuare una cosa o un colpevole. Probabilmente lo scorso anno erano più forti di noi, ma non c’era tutta quella differenza.
Se capita un rigore, chi tira?
Se Francesco mi guarda negli occhi, io riandrò sul dischetto. Ma il rigorista resta lui. Se poi lui sta male per qualche motivo, accetto. Anzi, je la tiro un pochetto…
Da quella partita con la Dinamo Kiev è cambiato tutto. Come avete fatto a cambiare radicalmente, anche come comportamenti in campo?
E’ uno dei punti in cui siamo più orgogliosi di aver migliorato. C’erano spesso queste discussioni in campo, era insostenibile. Poi è normale che quando un attaccante fa cascare un portiere, come è successo domenica, si fa notare. Ma gli eccessi non ci sono più.
Il prossimo, può essere l’anno del Capitano per il Pallone d’Oro?
Se quest’anno noi dovessimo far molto bene in Campionato o in Champions, lui abbia tutte le carte in regola per vincere. Come giocare e come curriculum. Certamente la concorrenza è alta, ma accompagnato dalla sua squadra, ce la posso fare.
Nel prossimo ciclo di partite, quale sarà la più dura?
Saranno tutte dure, speriamo di fare bene. Basta guardare il calendario e le squadre che affronteremo per dire che non ce n’è una più forte o una più debole.

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