Dalle 12 i biglietti per la gara contro la Juve


Sì, domani c’è la Champions, ma oggi comincia Roma-Juve. Non siamo pazzi, come non lo sono quelle migliaia di persone che dalle prime ore della mattina si affolleranno davanti ai punti vendita per assicurarsi un biglietto per domenica. Possono stare tranquilli i 32mila abbonati, ma, per tutti gli altri, sarà un "mezzogiorno di fuoco". Alle 12 apriranno infatti le linee dei terminali, più intasate che mai, vista la concomitanza con la prevendita di Roma-Dinamo Kiev e Fiorentina-Roma. Nessuno vorrebbe però perdersi la sfida con la Juve, della quale ha parlato ieri mattina il diesse giallorosso, Daniele Pradè, intervenuto a Radio Anch’io Sport: «Da dirigente e da tifoso non posso che dire che le partite che il romanista sente di più sono quelle con la Lazio e la Juve. Già da un paio di anni la rivalità (con i dirigenti bianconeri, ndr) si è attenuata ed è rimasta quella sportiva. Ma poi la gente non sa che spesso, quando finisce una gara, è una festa». La festa vorrebbero farla soprattutto i 65mila cuori giallorossi dell’Olimpico, perché tanti se ne attendono per domenica. Un "pienone" che farà felice il cassiere, visti anche i prezzi più alti del solito: la curva nord, l’unica con qualche posto disponibile, costa infatti 20 euro, mentre il prezzo dei distinti (sud e nord) è di 30. Per evitare resse nei Roma Store, i biglietti per questi settori più "popolari" verranno venduti solo presso le ricevitorie Lottomatica (elenco su www.asroma.it). Nei negozi ufficiali della società si troveranno invece quelli di Tevere (55 euro la laterale e 75 la centrale) e Monte Mario (110, "Top" 120 e Tribuna d’onore 250). I tagliandi di Tevere centrale e Monte Mario si possono acquistare anche su internet, sul sito www.listicket.it fino alle ore 18 di venerdì, oppure tramite il call center 199.109.783.
Ma Daniele Pradè ieri non ha parlato solo di Juve. Inevitabile il commento sul primato giallorosso: «Noi rimaniamo coi piedi a terra. Sappiamo che sarà un campionato difficile, ma sappiamo anche di essere una squadra competitiva, un organico forte. Quando abbiamo cominciato con Spalletti volevamo far riaffezionare i tifosi con il gioco e con il calcio spettacolare. Ma siamo diversi dall’anno scorso, cerchiamo di stare più attenti anche alla fase difensiva, che Spalletti cura in maniera maniacale». E a proposito di difensori: «Juan è un giocatore che ha fatto 55 partite in nazionale, non andava certo scoperto. Sapevamo che era un calciatore da Roma. Dovevamo solo mettere un titolare dietro un altro titolare: questo doveva essere il nostro mercato. Sarà il campo a dire se abbiamo fatto le cose per bene. Per quanto riguarda Juan, ci credevamo, e ci serviva anche se avessimo tenuto Chivu. Avremmo tenuto volentieri anche lui, la sua cessione non era preventivata, è stata una volontà del giocatore». Occhio allora a chi è rimasto e a chi rimarrà: «Mexes ha rinunciato a parecchi soldi per stare con noi, la sua è stata una scelta di vita. Le società che possono offrire più di 2 milioni e mezzo sono poche. Con Mancini pensiamo che la trattativa sia sempre ben avviata. Il procuratore è sereno, mi ha dato segni di apertura». La Roma ha sorpreso tutti, tranne Pradè: «Anche l’anno scorso facemmo benissimo, poi una gara rovinò tutto. Con il Manchester sarà una rivincita sportiva, prima ci mancava esperienza e non avevamo una rosa sufficiente, ora l’abbiamo. Le vittorie ti fanno crescere». Capitolo turnover: «Siamo in tre competizioni e abbiamo 14 nazionali. Il turnover è obbligatorio. Mancini e Taddei non sono stati ancora considerati dal Brasile, mentre Totti ha fatto una scelta. Lavorare con loro in settimana fa la differenza». E in nazionale si rischiano spesso infortuni: «Dire a un calciatore di non rispondere alla convocazione è impossibile. Avevamo Juan che veniva da un infortunio ma lui è stato molto intelligente: ha risentito di un dolorino e la partita dopo non l’ha giocata.È il calciatore che si deve gestire».
Un’ultima annotazione sulla Juventus: a Roma non ci sarà Camoranesi, infortunatosi contro l’Udinese (oggi gli esami alla coscia destra, rischia 2 mesi di stop). L’italoargentino si aggiunge agli indisponibili Marchionni, Boumsong, Grygera, Salihamidzic e allo squalificato Zebina.

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IlRomanista