Roma-Chelsea 3-1: il commento

Una magica notte di Champions mette fine alla lunga nottata della Roma. Dopo cinque sconfitte consecutive, la squadra di Spalletti riscopre il sorriso e il dolce gusto della vittoria rifilando ai vice campioni d’Europa del Chelsea un secco 3-1. Un successo dai mille significati. Innanzitutto ha tirato fuori i giallorossi dalla crisi psicologica, prima ancora che di risultati, nella quale si erano andati a cacciare, li ha rilanciati nel girone A di Champions, dove adesso sono al secondo posto (Col Bordeaux) e ad un solo punto dal Chelsea primo, gli ha fatto ritrovare serenità, convinzione nei proprio mezzi, il feeling con la tifoseria, il gol su azione (nelle ultime cinque partite la Roma non ci era riuscita nemmeno una volta) e un super Vucinic. Troppo a lungo in ombra, il montenegrino ha scelto nuovamente (come già è successo in passato) il palcoscenico più importante per mostrare a tutti di cosa è capace. Un destro di gran classe e un gol di maradoniana memoria hanno messo ko nella ripresa il Chelsea, già piegato dal vantaggio di Panucci (bomber giallorosso insieme a Vucinic con quattro centri), al quale non è servito il gol della bandiera di Terry (al secondo centro contro la Roma) per tornare in partita. A complicare le cose ai Blues ci si è messo pure Deco, che a dieci minuti dalla fine si è fatto espellere rimediando una seconda ammonizione stupida. Non ha fatto la stupida, invece, la Roma in una serata che fino a pochi minuti prima del fischio di inizio si preannunciava tremenda come una settimana fa. Il diluvio abbattutosi sull’Olimpico fin dal tardo pomeriggio già faceva pensare a un remake della gara sospesa con la Sampdoria. Poi, la pioggia piano piano è diminuita e ha lasciato spazio alla partita. Spalletti punta sulla vecchia guardia e su Totti, che torna dal 1′ al centro dell’attacco con Vucinic al suo fianco. Dietro di loro Pizarro, vertice alto del rombo di centrocampo completato da Perrotta, Brighi e De Rossi, quest’ultimo piazzato davanti alla difesa che vede Panucci terzino sinistro. Scolari ripresenta per nove undicesimi la squadra che aveva battuto i giallorossi a Stamford Bridge, le due novità sono Alex in difesa al posto dell’infortunato Carvalho e Joe Cole al posto di Kalou a centrocampo. Per ingranare la Roma ci mette un pò e nel frattempo serve il miglior Doni per stoppare un Chelsea non irrestibile ma padrone nel palleggio: il portiere dei giallorossi è miracoloso su Deco (botta dalla distanza al 10′) e Lampard (due destri al 22′ e 30′). Ma lo scintillante centrocampo dei Blues è capace anche di errori inspiegabili. Totti, al 33′, approfitta di uno di questi e si conquista una punizione dalla quale nasce il vantaggio della Roma: Cicinho crossa in mezzo, Alex e Terry restano fermi, Panucci gli passa in mezzo e tocca alle spalle di Cech. Sul finale di tempo ci sarebbe anche spazio per un rigore per la Roma, a causa di un contatto Cole-Pizarro, ma Medina Cantalejo lascia proseguire. Scolari fa pagare agli esterni di centrocampo lo svantaggio del Chelsea, così nella ripresa Belletti e il rientrante Drogba prendono il posto di Cole e Malouda. Ma lo Roma punisce nuovamente Felipao e la sua squadra dopo tre minuti con un grande colpo d’esterno collo di Vucinic. L’Olimpico è in delirio, l’incubo è finito e pure Spalletti lo vuole urlare. Per farlo, però, deve aspettare il 13′, quando salta sull’ammucchiata giallorossa che festeggia il 3-0 di Vucinic. Il montenegrino ruba palla a Mikel nella propria metà campo, si fa una volata di una settantina di metri, resiste a una carica dello stesso Mikel e, infine, batte Cech. Terry accorcia le distanze alla mezzora ma deve provarci due volte per avere la meglio su uno strepitoso Doni. Cinque minuti e Deco, dopo avere chiesto la distanza, batte una punizione prima del fischio di Medina Cantalejo, l’arbitro gli mostra il secondo giallo e lo manda negli spogliatoi. Il Chelsea finisce qui, la Roma invece potrebbe calare il poker ancora con Vucinic ma Cech glielo nega (43′). Esplode la festa all’Olimpico, la Roma si è ritrovata, è in piena corsa per gli ottavi di Champions e adesso ha lo slancio giusto per uscire dalla crisi anche in campionato. Il Chelsea ha rimediato la prima sconfitta in questa Champions, dove non perdeva dallo scorso aprile, e non potrà più fallire contro Bordeaux e Cluj. Proprio quello che vuole la squadra di Spalletti.

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