E’ successo quello che tutti temevamo. L’Inter prepara ad arte la trappola e prima Rizzoli e poi la Roma cade nel macchingegno che Mourinho ha saggiamente creato per colpire la Roma nella propria anima. Il fallo di Totti è avvenuto sul finire della gara è non può essere considerato come decisivo per l’assegnazione del trofeo, Totti ha sbagliato ma non si può omettere che nel tranello prima ancor di cadere la Roma è caduto Rizzoli. La non espulsione di Materazzi, fallo intenzionale e da ultimo uomo con Vucinic lanciato in una chiara occasione da goal, il fallo molto plateale di Samuel su Toni, rigore tutta la vita ed invece? Il nulla… Capannelli di interisti attorno a Rizzoli per ogni decisione, questo è il loro modo di creare tensione e provocazione. Così l’Inter è stata capace di mettere la partita su un binario abilmente costruito. La protesta indegna di Mourinho ed Oriali per chiedere il secondo giallo a Burdisso è la testimonianza limpida di come gli riesce bene influenzare l’operato di un arbitro che la Roma conosce fin troppo bene. Quello del mani al 90° di Mexes a Napoli. Vergogna! La Roma non dovrà cercare attenuanti ma noi si: abbiamo visto quello che l’Inter è stata brava a fare, e così facendo, ha incanalato il risultato verso la vittoria finale. La Roma è caduta dopo Rizzoli nella trappola, e non è riuscita a riprendersi nonostante le più grandi occasioni dell’intero incontro sprecate da Juan e Vucinic. Il fine gara intriso di rabbia e di frustazione è una pagina amara, perchè abbiamo dato l’assist a tutti quanti di raffigurare la sconfitta della Roma nel fallaccio di Totti e nell’invasione, peraltro bloccata, del tifoso. Però un sorriso la gara di ieri me l’ha “scippato” quando Mourinho ha dichiarato: “La Roma potrà dare i soldi destinati al premio per questa coppa al Siena per batterci”. Spregevole e senza dignità. Del resto da uno che già prima della gara si appiglia all’inno della Roma non ci si può aspettare di più.