Conti: “La Roma un esempio in Europa”


Bruno Conti, nel giorno del suo cinquantatreesimo compleanno, è intervenuto in diretta a “Te La Do Io Tokyo” su Radio Centro Suono Sport.

Bruno ContiPrima di tutto tanti auguri di buon Compleanno!
"Grazie mille"

Il momento dell’Inter.
“Non mi sento di parlare degli altri. Noi abbiamo una rosa importante di giocatori da gestire, ognuno ha la sua testa. L’importante è far capire quale deve essere l’andamento del lavoro che si fa giornalmente. La cosa più importante è l’intelligenza e farsi trovare pronto in ogni situazione. Cerchiamo di portare avanti un gruppo”.

Tu sei per i giocatori un punto di riferimento costante.
“Penso che ognuno deve cercare di fare il suo. Io penso al mister che in campo riesce a darmi quello che poi dà anche agli altri ragazzi. Serve il lavoro, anche quello oscuro, il non essere presente sempre e da tutte le parti ma essere pronti nel momento del bisogno. Quando le cose sono gestite in questa maniera ecco che viene fuori un gruppo di un certo tipo”.

Bruno Conti si è trovato a dover difendere spesso la squadra.
“Io è una vita che sono della Roma. Quando sbaglio chiedo scusa, ma quando so che ho ragione nessuno mi deve toccare. La Roma in questo momento può essere un esempio anche a livello internazionale. Siamo noi che lavoriamo sui ragazzi che portiamo in campo. Dobbiamo essre bravi di domenica in domenica, con i piedi per terra. La cosa bella è vedere questi ragazzi che restano sempre uguali, con la stessa voglia, con la battuta, il quotidiano che va avanti così”.

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Chi preferirebbe trovare nei sorteggi di Champions?
“Ci sono quattro squadre inglesi, sarebbe bello se capitasse il Fenerbahce dicono..io posso dire che l’ho trovata abbastanza ostica pure quella!”.

Feeling con Spalletti fin dall’inizio.
“Quando ho preso la squadra ed ero lì in panchina già vedevo come giocava l’Udinese..Non potrò dimenticare il giorno in cui ancora non era ufficiale ed eravamo io e lui nascosti in un angolo a Via Aurelia che parlavamo. Sapevo sarebbe andata così”