Migliori e peggiori in Roma-Ajax 1-1: serataccia Cristante, Dzeko uomo squadra

Migliori e peggiori in Roma-Ajax 1-1: serataccia Cristante, Dzeko uomo squadra

Ci sono diversi spunti che dobbiamo prendere in esame oggi a proposito di un Roma-Ajax che, si spera, possa in qualche modo rappresentare una svolta per i giallorossi. Considerando il ritardo accumulato in campionato, infatti, l’accesso all’Europa che conta passa inevitabilmente dalla conquista della stessa Europa League. Oltre al prestigio di un trofeo importante, infatti, qui entrano in gioco considerazioni legate anche alla prossima stagione, soprattutto in ottica mercato.

Prima di analizzare più dettagliatamente alcune prestazioni in Roma-Ajax, occorre precisare che la squadra dovrà assolutamente ritrovare uomini fondamentali come Smalling e Spinazzola in vista della doppia sfida con il Manchester United, oltre ad un’identità che consenta ai ragazzi di Fonseca di fare maggiormente la partita rispetto a quanto si è visto sia all’Olimpico, sia una settimana fa ad Amsterdam. Le note positive, comunque, certo non mancano per il tecnico portoghese dopo aver raggiunto un obiettivo così importante.

I migliori in Roma-Ajax tra i giallorossi

Dzeko 7. Banalizzare la prova del capitano della Roma, riducendola al solo gol (comunque importante, per dare più tranquillità al gruppo nel finale di partita), sarebbe un errore imperdonabile. Anche nel momento di massimo sforzo da parte dell’Ajax, infatti, il bosniaco ha risposto sempre presente, facendo a sportellate e dando spesso e volentieri respiro ad una manovra raramente fluida. Resta il fatto che senza la sua zampata, il finale di partita sarebbe stato ancora più drammatico.

Ibanez 7. Senza ombra di dubbio il difensore che ha retto meglio l’urto anche all’Olimpico contro un Ajax più agguerrito che mai. Del resto, le sue caratteristiche si sposavano meglio a quelle degli attaccanti avversari. A parte questo, però, il difensore giallorosso ha dato prova di essere giocatore affidabile, con il giusto temperamento, ma anche con maggiore controllo rispetto a prima.

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Calafiori 6,5. Qualche problemino nel primo tempo, quando l’Ajax punta soprattutto la sua fascia, ma nel complesso una prova ordinata e di discreta personalità. Inutile dire che la ciliegina sulla torta arriva con la gran galoppata che consente a Dzeko di regalare il pareggio ai suoi. Peccato per i soliti guai fisici che ancora oggi ne condizionano il rendimento.

I peggiori in Roma-Ajax

Cristante 5. Un po’ balbettante nel primo tempo, ma è nel secondo tempo che la fa grossa, sbagliando totalmente il movimento e la marcatura sul gol dell’Ajax. Certo, bisogna sempre ricordare che giochi in un ruolo non suo, ma con il Manchester United, se Smalling non dovesse dare garanzie, dovrà dare di più rispetto a questo Roma-Ajax.

5 pensieri su “Migliori e peggiori in Roma-Ajax 1-1: serataccia Cristante, Dzeko uomo squadra

  1. Turno passato, ottimo.
    Ma che non tragga in inganno.
    Parere personale.
    La Roma gioca un pessimo calcio,
    anzi un non calcio.
    Confermare Fonseca, sarebbe deleterio
    anche per il prossimo anno.
    Parere personale.
    Troppi stranieri a livello dirigenziale
    all’interno della società.
    Occorre mettere qualcuno che conosca
    a fondo il calcio italiano e che sappia come
    muoversi.
    Le altre società li hanno.
    Parere personale.
    Avevamo la squadra per arrivare tra le prime
    quattro.

    FRS

    1. Ti dirò, Ave: sei il primo che sento dire che la squadra è da vertice ma bloccata dall’allenatore. L’opinione comune è che tutto sia deficitario. Almeno la tua è una ventata di ottimismo, perché vorrebbe dire che, se non si vende troppo e si mette un buon allenatore in oanchina, la Roma può tornare facilmente a lottare per i primi posti.
      Io, come sai, penso che questa continua instabilità della guida tecnica sia essa stessa un problema, e sono abbastanza negativo sul fatto che un Sarri, o addirittura un Allegri, possano davvero far contenti i tifosi. Qualunque scelta facciano i Friedkin, ho la speranza che possa essere perseguita per almeno tre anni.

      1. Ciao Val, da sempre sostengo che le squadre debbano
        essere integrate di anno in anno, nei reparti deficitari.
        Devi partire da una base solida ed affidabile.
        Sappiamo tutti che per la Roma non è stato così
        e tutti sappiamo le ragioni e la strategia che hanno
        portato a questo.
        Vendere, plusvalenze, costante smantellamento.
        Mi auguro che non sia più così.
        Siamo indebitati fino al collo, ma questo tipo
        di conduzione, non ha fatto altro che aumentarlo.
        In dieci anni, la vecchia gestione ha fallito miseramente
        sia dal punto manageriale, che da quello tecnico.
        Abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre
        possibilità con ingaggi ed acquisti
        che non potevamo permetterci.
        Confido molto sui Friedkin.

        Un tecnico poi ha bisogno di tempo per lavorare
        e creare una squadra secondo il suo credo calcistico.
        Il gioco di Fonseca a me non piace.
        Non credevo che un giorno sarei arrivato ad annoiarmi
        così tanto nel vedere la Roma.
        Prima, il patos si imposseva di me anche per un’amichevole.
        Ora le guardo, non dico con distacco ma quasi.

        Noi Romanisti, abbiamo bisogno di un punto
        di riferimento, di uno o più giocatori in cui identificarsi
        e farli propri.
        Conta la Maglia lo so, ma non nego che dopo l’addio di Totti
        e DDR ho subito un bel colpo.
        Sono cresciuto con loro e non è facile accantonarli
        come se niente fosse.
        L’As Roma 1927 continuerà ad esistere.
        Chiedo solo di restituirci quella passione e quell’entusiasmo
        che fin da bambino hanno accompagnto la mia vita da tifoso,
        scegliendo Maglia e Colori che rappresentano la mia città.

        Un saluto Val👋 è sempre un piacere scambiarsi opinioni.

        FORZA ROMA SEMPRE!

  2. Garcia: record di gare senza subire goal -21-; miglior media punti in campionato (85 a ben tre giornate dalla fine, quando, forse per ingraziarsi lo spogliatoio, decretò le vacanze anticipate). Esonerato. Da lì in poi una carriera nella media.
    Spalletti: record di punti in campionato. 87 mi pare. Cacciato a furor di popolo. Mai asceso all’Olimpo dei vincenti, se non in campionati minori.
    Di Francesco: semifinale di Champions League. Contestato dal primo giorno, poi esonerato. Nessun sussulto in carriera da lì in poi .
    Fonseca: semifinale di Europa League. Contestato aspramente da tifosi e stampa.

    Il contrasto tra i risultati ottenuti e le sorti di questi tecnici (a Roma e fuori) potrebbe farci riflettere sull’effettiva centralità degli allenatori in una società. Tutti, compreso Spalletti, considerati all’epoca incompatibili con le aspirazioni di grandezza dei tifosi, tutti -allo stesso tempo, forieri di record e risultati che molti altri non hanno raggiunto.
    Delle due l’una: o si tratta in realtà di ottimi allenatori, oppure il raggiungimento di certi traguardi dipende da un numero più ampio di fattori, all’interno dei quali l’allenatore non rappresenta quello principale. A me sembra che a Roma la figura dell’allenatore venga sopravvalutata, riponendo speranze, o presagi di sciagura, eccessivi a ogni cambio sulla panchina. Le vittorie, probabilmente, si ottengono con un misto di collettivo, individualità in campo e decisioni tattiche. Se queste ultime sono diretto appannaggio dell’allenatore, le prime due riguardano molto la gestione societaria. È evidente che con migliori individualità, soprattutto in difesa, la Roma giocherebbe meglio e otterrebbe di più in campionato, anche con il vituperato Fonseca in panchina. È evidente che, quando la squadra decide di remare nella stessa direzione, riesce a raggiungere traguardi migliori, a volte giocando meglio, a volte soffrendo. L’allenatore che sia un grande motivatore, un eccellente tattico, uno preparatissimo sul piano atletico, un trasformatore di brocchi in campioni…non sono sicuro che esista. Serve una certa solidità societaria. Mettere il guru in panchina a me non sembra prioritario quanto trovare migliori giocatori in luoghi nevralgici del campo, oppure risolvere gli annosi problemi atletici, o ancora creare la giusta mentalità. Agli occhi di molti appassionati, la Roma sta probabilmente diventando un outsider di lusso nel panorama europeo. Lo ha fatto con dei “brocchi” in panchina, e sarebbe bello continuare e migliorare su questa strada.

  3. La partita più sofferta dell’anno e la solita mezz’ora e più di blackout totale in cui siamo in balìa dell’avversario.
    Una parola ancora la voglio spendere per l’inguardabile Fonseca, ieri sera più faccia da schiaffi che mai… con una squadra che non si reggeva in piedi e che perdeva ogni contrasto o quasi, ha aspettato l’80’ per fare il primo cambio!!
    Forse aspettava di incassare il secondo gol e farsi eliminare?
    Un’altra parola per l’indecente arbitraggio a senso unico. La sola cosa buona che ha fatto, fortuna per noi, è stato annullare giustamente il loro secondo gol. Lo avesse convalidato adesso saremmo fuori dalla coppa.
    Qualche opinionista dice che la Roma ha già fatto più di quello che poteva fare arrivando in semifinale… forse è vero.
    Certo è che se andremo a giocare così a Manchester, temo che i fantasmi del passato (7-1) torneranno nei nostri incubi peggiori.

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