Roma, i Friedkin al lavoro: così vanno a caccia di nuovi sponsor

Roma, i Friedkin al lavoro: così vanno a caccia di nuovi sponsor

Anche se i tifosi della Roma, come si può facilmente intuire, dopo questi ultimi anni così complicati a livello societario, sono inevitabilmente scettici, i Friedkin stanno cercando di lavorare per far fare il salto di qualità a livello di fatturato alla società e, chiaramente, puntare a traguardi sempre maggiori.

L’obiettivo della società, quindi, è quello di alzare il più possibile il fatturato. In che modo si può perseguire un simile scopo? Tramite i ricavi strutturali, avendo in questo modo la possibilità di evitare di fare ricorso ogni volta alla cessione strategica di qualche giocatore importante per rimpinguare le casse vuote, limitando, quindi, il più possibile le partenze eccellenti, come sperano anche i tifosi romanisti e gli appassionati di casino online, visto che la Roma è in ballo per un quarto di finale di Europa League molto importante, che potrebbe cambiare la stagione decisamente in meglio.

La strategia di rafforzamento

Un progetto strategico di rafforzamento che si sta sviluppando anche grazie al contributo del nuovo manager Max van den Doel. Si tratta di figura olandese su cui i Friedkin, che a fine dicembre hanno versato nelle casse della società 40 milioni di euro, puntano molto, anche per via della sua esperienza con il ben noto brand Adidas.

La Roma ha voluta infilarsi in una nuova avventura, nel tentativo di puntare alla conquista di nuovi mercati, in modo particolare in riferimento alla pubblicità. Il contratto con lo sponsor principale, ovvero quello il cui marchio va a finire proprio sul petto della maglia indossata dai giocatori giallorossi, andrà a terminare il prossimo 30 giugno e il discorso vale esattamente anche per lo sponsor collaterale. E si tratta di perdite non indifferenti, dal momento che se ne vanno sia Qatar Airways che Hyundai, che versavano nelle casse della società giallorossa circa una quindicina di milioni di euro all’anno complessivamente.

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Certo, non bisogna farsi grosse illusioni, ma rimane comunque una porticina aperta nella speranza che questi due colossi possano rinnovare. I Friedkin non hanno chiaramente voluto interrompere i contatti, ma al contempo hanno deciso di esplorare altre opportunità, in modo particolare quelle che si riferiscono ai mercati del sud-est del continente asiatico.

Dove puntano i Friedkin

Lo scopo della proprietà, quindi, da un punto di vista meramente prospettico è quello di dare seguito a questo percorso con marchi molto famosi, avvicinando il colosso Toyota alla Roma. Il problema è che i tempi sembrano tutto fuorché maturi. Insomma, un binomio che potrebbe giungere a compimento molto più semplicemente rispetto alla situazione attuale nel momento in cui si avrà maggiore chiarezza in riferimento al progetto dello stadio di proprietà, che porterà anche alla cessione dei diritti sul nome a uno dei tanti sponsor.

Ed è proprio per questa ragione che l’idea balenata in casa Friedkin, ovvero quella di creare un vero e proprio Toyota Stadium è già passata a un vaglio particolarmente approfondito. Negli Usa, d’altro canto, hanno avuto un grande successo dalla partnership con il colosso nipponico.

Sempre in riferimento a quello che ci si potrebbe attendere dai ricavi legati al nuovo stadio, bisogna sottolineare come l’organigramma della Roma abbia ricevuto un’importante aggiunta. Stiamo parlando dell’assunzione di un nuovo responsabile commerciale della biglietteria e dell’area “Ospitality” della struttura.

Compiti che sono stati affidati a Paolo Monguzzi, che può vantare esperienze a curriculum di altissimo livello, dato che ha lavorato per Milan, Inter e Olimpia Milano. Monguzzi andrà a prendere il posto del dirigente iberico Enrique Garcia, che era stato scelto tre anni fa per questo incarico. Una strategia che ha il suo fine ultimo in un potenziamento sempre più evidente di questo settore, nella speranza che i tifosi possano tornare presto sugli spalti.

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