Le pagelle di Roma-Milan: male Pau Lopez, in affanno Villar

Le pagelle di Roma-Milan: male Pau Lopez, in affanno Villar

Questo Roma-Milan deve richiedere necessariamente una riflessione più approfondita da parte di Fonseca. Il posticipo di Serie A, infatti, ha mostrato per l’ennesima volta le lacune di questa squadra quando l’asticella si alza. Al di là di alcuni episodi che hanno chiaramente indirizzato la partita, senza dimenticare le assenze di Dzeko e quelle molto pesanti in difesa, l’approccio alla partita è stato uno dei peggiori degli ultimi anni. Qualcosa deve cambiare se l’obiettivo resta quello di un piazzamento in Champions League.

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Nello specifico, le prime critiche per una volta andrebbero rivolte a Fonseca. Con le assenze in difesa, insistere con la difesa a tre non è apparsa una grande idea. A maggior ragione, pensando di aver visto a sinistra Fazio, costretto a coprire anche le costanti discese di Spinazzola. Inevitabile che lui e gli altri del pacchetto siano andati in difficoltà.

Pau Lopez 4: prima regala una palla sanguinosa a Ibra, non capitalizzata dallo svedese. Poi, nel secondo tempo, sbaglia rovinosamente il rilancio che consegna la vittoria al Milan;

Mancini 5,5: è l’unico a tenere durante la prima mezz’ora orribile, ma nel secondo tempo è troppo poco reattivo nel contrastare Rebic sul gol del 2-1;

Cristante 5,5: inizia male come tutti i compagni, ma si avvicina alla sufficienza con un secondo tempo di personalità, anticipando costantemente gli avversari;

Fazio 4: regala un calcio di rigore nel momento peggiore. Quando cioè la tempesta sembrava ormai superata e poco istanti prima della fine del primo tempo;

Karsdrop 5: in lui si vede più generosità rispetto alle ultime uscite, ma manca la lucidità di fine 2020. E visti i rincalzi, deve sbrigarsi a ritrovare il vecchio smalto;

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Villar 4,5: forse la peggiore partita da quando ha conquistato con continuità una maglia da titolare. Troppi tocchi, non riesce mai a dare ritmo alla manovra giallorossa;

Veretout 6,5: un gran bel gol e la solita quantità. Potrebbe fare di più in fase di impostazione, ma è di gran lunga il centrocampista con più gamba;

Spinazzola 6,5: il migliore tra i giallorossi. L’unico ad essere un pericolo costante, in una serata in cui la squadra appare poco brillante;

Mkhitaryan 5: si divora un gol in modo sciagurato nel primo tempo, mentre nel finale è sfortunato dopo una bella azione. Manca, comunque, il suo solito spunto;

Pellegrini 4,5: praticamente inesistente nelle due fasi. Sembrava quasi il Pellegrini del girone di ritorno della scorsa stagione;

Borja Mayoral 4,5: quando il livello si alza, non può fare la prima punta. Serve al più presto Dzeko.

6 pensieri su “Le pagelle di Roma-Milan: male Pau Lopez, in affanno Villar

  1. Purtroppo la pressione subita dagli arbitri è qualcosa che non si vuole cambiare. Basta guardare certe decisioni a favore del Barcellona per farsi un’idea di come questo sia un problema generale e non solo italiano. Per quello che ho visto in campo avrei detto che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto: Milan micidiale ma fortunatamente innocuo a inizio partita, e poi una Roma che ha saputo creare buone occasioni. La situazione arbitrale però è un dato di fatto. Bisogna essere pragmatici e capire come affrontare questa tendenza, in campo e fuori. A suo tempo Garcia decise di mettere in atto una tattica di pressione a mezzo stampa: le dichiarazioni, il violino. Fu molto scaltro perché la cosa in parte servì, ma ne seguirono una serie di squalifiche un po’ curiose, come una comminata proprio a Garcia per un presunto pugno sferrato senza testimoni nel sottopassaggio…Sensi ne fece una lotta più politica, cercando di combattere quel sistema che, attaccato da Zeman, a me sembrò difendersi punendoci con un atteggiamento non proprio amichevole in campo (a mia memoria la sequela di torti più nutrita mai subita da noi). Come si porrà una società nuova e straniera? Fonseca non ha la conoscenza o la personalità adatta a ingaggiare una battaglia mediatica sull’argomento. Dovremmo forse iniziare a farci sentire in campo, come insegnava la Juve che a ogni occasione circondava l’arbitro con cinque o sei giocatori, oppure chiedeva platealmente il cartellino giallo quasi a ogni fallo. E poi potremmo smettere di fare errori stupidi, come quelli che spesso fa Pau, purtroppo.

    1. Sono d’accordo, credo anche che sia Viola che Sensi – che non a caso vinsero scudetti – furono maestri in questa politica del farsi sentire in modo arguto ed efficace ai piani alti del calcio. La famosa frase dei “centimetri” di Viola precedette di poco il meraviglioso scudetto di Liedholm. E quel furto scandaloso di Juve Roma, il famoso gol di Turone, ancora oggi grida giustizia e lo stesso arbitro Bergamo ammise dopo anni di aver sbagliato, però intanto la Rubbentus ci scippò uno scudetto che meritavamo di vincere. Falcao disse che “è stato uno dei più grandi scandali della storia del calcio”.

      Sono convinto comunque che anche gli allenatori hanno il loro peso: credo che se a Roma arrivassero i Conte o gli Allegri, l’atteggiamento degli arbitri verso la Roma sarebbe ben diverso. In un campionato in cui certe posizioni di classifica si decidono per 2-3 punti, anche una sola partita persa o vinta può fare una enorme differenza. Se perdi la CL per un punto, la società ci rimette 30-40 milioni di euro.

      1. Ciao Alex, spesso io e te non concordiamo su chi dovrebbe occupare la panchina della Roma, ma in questo caso sono assolutamente d’accordo con te quando dici che un allenatore di peso ci aiuterebbe nella questione arbitraggi. Soprattutto uno come Conte, che ha fatto del rapporto con i media una vera e propria tattica che va di pari passo con quella mostrata in campo. Io apprezzo quello che Fonseca sta facendo con la Roma, malgrado gli scivoloni, ma so che dal punto di vista mediatico non è un Conte né un Mourinho. Hai ragione anche quando parli di punti, e infatti io resto convinto che, per arrivare un punto sopra una squadra titolata come la juve a fine anno, bisogna potenzialmente essere capaci di fare 6 o 7 punti in più, non basta essere alla pari. La Roma dello scudetto di Sensi era uno squadrone eppure arrivò pochi punti sopra la juve pur essendo chiaramente superiore.
        Quella famosa notte contro il Barcellona, l’arbitro non voleva concederci un rigore incredibilmente evidente. Fu il guardalinee a segnalarlo, ma sono convinto che la pressione esercitata dal nostro pubblico giocò una carta fondamentale. La Roma giocò a tratti in modo molto rude, senza ricevere particolari cartellini, che avrebbero aiutato il Barca. Mi disgusta un calcio che fa pressioni sulla classe arbitrale, ma se questo è il gioco (sporco) a cui siamo soggetti, allora dovremmo sederci e decidere le tattiche più adatte per fare altrettanto, in campo, sugli spalti, in conferenza stampa e negli jncontri in Lega.

  2. Avrò anche esagerato con le critiche alla difesa, ma se guardiamo bene i numeri, la Roma ha uno dei migliori attacchi della serie A e, se avesse una difesa all’altezza, potrebbe tranquillamente lottare non dico per lo scudetto, ma per il secondo o terzo posto di sicuro!

    Non è per cercare aibi, ma è anche vero che se l’arbitro avesse invertito le decisioni sui rigori, come mi sembrerebbe giusto, a questo punto parleremmo di una bella vittoria contro il Milan per 2-1 o alla peggio di un pareggio per 2-2.

    Poi c’è anche da sottolineare la vergogna della (in)giustizia sportiva italiana, sempre chirurgica contro la Roma ma sempre distratta con tutte le altre… i recenti casi Lazzie e Lotito e Conte – Agnelli, sui quali si sono girati dall’altra parte per non vedere, cozzano duramente con la vicenda del punto scippato alla Roma a Verona, che dopo 5 mesi è ancora sub judice.

  3. Le verità scomode di cui nessuno parla.

    Questa squadra ha una difesa disatrosa per poter stare nelle prime posizioni e secondo me nemmeno sufficiente per la serie A.

    Nei casi dubbi i rigori al Milan si fischiano sempre (15!!), alla Roma quasi mai.

    Inutile parlare di stadio, nuova proprietà, allenatore (per me comunque non all’altezza), la verità è che essere tifosi della Roma significa soffrire e risultare sempre perdenti.

    1. Ciao Alex,
      la rosa della Roma è molto criticata fin dall’inizio. È un peccato che, pur esprimendo spesso un bel calcio, nelle occasioni importanti ci manchi sempre qualcosa. Io credo che la tua idea di una difesa nemmeno degna della serie A sia figlia della delusione più che leggittima per questa situazione. Se davvero avessimo una difesa da serie B, dovremmo dedurne che Fonseca sarebbe uno dei più grandi allenatori al mondo, dato che ci fa stare sopra alla maggior parte delle squadre della Serie A!😉 Scherzo per sdrammatizzare, nemmeno a me piace vedere la Roma perdere così. Non mi piace vedere Lopez fare spesso errori simili, non mi piace vedere Mancini che che si ferma placido un attimo prima di subire goal, invece di provare il tutto per tutto. Forse non c’era più niente da fare, ma a me sembra una spia di quello che abbiamo visto molte volte: la non voglia di sacrificarsi per la squadra. Speriamo sia un caso isolato.

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