Migliori e peggiori di Braga-Roma 0-2: il grande ritorno di Dzeko

Migliori e peggiori di Braga-Roma 0-2: il grande ritorno di Dzeko

Ci sono diversi spunti sui quali è possibile soffermarsi a poche ore dalla sfida di Europa League con Braga-Roma, perché Fonseca ha senza ombra di dubbio ottenuto risposte particolarmente incoraggianti ed importanti dai suoi ragazzi. Una prova di squadra superba, utile per archiviare il passaggio del turno, oltre al fatto che i capitolini stanno ritrovando elementi in grado sulla carta di fare la differenza nello scorcio finale dell’annata. Sia in Europa, sia ovviamente in Serie A, dove difendere il quarto posto non sarà sicuramente impresa di poco conto.

I migliori di Braga-Roma tra i giallorossi

Provando ad analizzare la prestazione dei singoli giocatori, ci sono almeno tre nomi che meritano una menzione speciale dopo questo Braga-Roma, anche perché non si trattava certo di un esito scontato. Quella dei portoghesi resta indubbiamente un’ottima squadra, pur restando imbrigliata nella manovra degli ospiti.

Dzeko. Fondamentale il ritorno in gruppo e dal primo minuto dell’attaccante bosniaco. Certo, la condizione non è ancora al 100%, ma il suo lavoro per la squadra è indispensabile e potrebbe migliorare anche il rendimento di coloro che giocano accanto a lui. Un segnale anche allo spogliatoio, di un giocatore che si è rimesso in discussione e non ha battuto ciglio pur perdendo la fascia da capitano.

Veretout. L’emblema del centrocampista totale e moderno. Continua a convincere nel fare entrambe le fasi. Correi per novanta minuti più recupero, garantendo al suo allenatore il solito contributo in termini di palle recuperate, senza dimenticare quello che fa in fase di spinta. Anche l’assist per il raddoppio della Roma la dice lunga sull’importanza che questo ragazzo ha per il gruppo.

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Borja Mayoral. Il bomber di scorta merita una menzione d’onore, perché entrare in campo e farsi trovare pronto nella notte che segna il ritorno alla rete di Dzeko non è da tutti. Dopo tanti anni, infatti, i giallorossi possono dire di avere due alternative di livello in area di rigore ed il raddoppio in Braga-Roma è il miglior messaggio possibile per Fonseca.

I peggiori di Braga-Roma

Pedro. Parlare di peggiori in Braga-Roma è probabilmente ingeneroso, ma è evidente che alcuni giocatori siano più indietro rispetto ad altri. Il caso di Pedro è emblematico. Da quella partita con il Sassuolo, condita dall’espulsione forse esagerata, ha faticato tanto. In Europa League qualche segnale di miglioramento, ma la strada per riconquistare una maglia da titolare, a quanto pare, è ancora molto lunga. Vedremo se scalerà posizioni nelle prossime settimane.

2 pensieri su “Migliori e peggiori di Braga-Roma 0-2: il grande ritorno di Dzeko

  1. Ciao Alex,
    la Roma -e non lo dico da tifoso- dovrebbe avere in bacheca almeno un altro scudetto. Forse anche due: con Ranieri e con Spalletti. Non so se sia un caso, ma Ranieri è riuscito a fare qualcosa di clamoroso in Inghilterra, mentre in Italia ha solo sfiorato un’impresa simile. Spalletti ha espresso un bellissimo calcio, contro un’Inter che, ricordo, tutti i cronisti davano per vincente con chissà quante giornate di anticipo. In altri luoghi una squadra come l’Atalanta arriverebbe a vincere qualcosa di importante.
    Io penso che gli arbitri siano sempre condizionati, semplicemente perché sono l’elemento più debole del calcio (e quello che guadagna meno). Penso che lo siano in tutto il mondo (ultimamente ho visto il rigore a favore del Barcellona contro il Psg…). Forse in Italia lo sono un po’ di più.

  2. Ciò che Val dice sul calcio di oggi è vero, io però – forse perchè sono un tifoso vecchio stampo che ricorda ancora un certo tipo di calcio più “sano” e meno “milionario”- resto sempre deluso quando vedo certi comportamenti, tipo il classico “due pesi e due misure”, ad esempio sulle bestemmie di Buffon, che per il giudice sportivo meritano solo un’ammenda, mentre per le altre squadre che non si chiamano Rubbentus valgono squalifiche. Per tacere poi della vergognosa sceneggiata tra Conte e Agnelli, che ad oggi rimane impunita.

    Quello che però è un grande problema è che da 20 anni a questa parte nessuna squadra al di sotto dell’asse Milano Torino ha più vinto un campionato, e questo è grave sotto tutti i punti di vista. L’Italia è l’unico paese europeo dove succede questo. Nel ventennio precedente invece erano arrivati gli scudetti di Roma, Napoli, Sampdoria, Verona, Lazzie.

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