Top e flop di Roma-Spezia 4-3: meno male che c’è Pellegrini

Top e flop di Roma-Spezia 4-3: meno male che c’è Pellegrini

Questo Roma-Spezia può e deve rappresentare una svolta per i giallorossi. Non tanto per i tre punti. Neanche per tutto il contorno e per quanto avvenuto nei giorni antecedenti alla partita, quanto per il modo in cui sono arrivati. Considerando quanto è successo dal derby in poi, qualunque squadra al posto dei ragazzi di Fonseca si sarebbe lasciata andare e in quei tre minuti striminziti di recupero non avrebbe neanche provato a vincere la partita. Così non è stato ed il gol di Pellegrini è il giusto premio per un gruppo che tra mille difficoltà ha dominato la partita.

I peggiori di Roma-Spezia 4-3

Pau Lopez. Tra i peggiori di Roma-Spezia, purtroppo, non possiamo non citare Pau Lopez. Grave il gol che ha consentito agli ospiti di trovare il pareggio. Senza quella rete, probabilmente, avremmo visto una squadra più tranquilla e serena già nel corso della prima frazione. In linea di massima, viene da pensare che anche i compagni di reparto, in difesa, durante Roma-Spezia abbiano risentito delle indecisioni dell’estremo difensore.

Smalling. Dispiace, perché è uno di quelli che dà l’anima in campo, ma l’errore sul 3-3 è molto grave e poteva costare due punti sanguinosi. Soprattutto in un momento del genere. A dirla tutta, neanche sugli altri due gol ha dato l’impressione di essere nella sua giornata migliore. Nel complesso, una delle peggiori partite da quando è a Roma.

I top in Roma-Spezia

Spinazzola. Finalmente Fonseca ritrova l’esterno sinistro che ha fatto spesso e volentieri la differenza soprattutto contro le squadre piccole. Un giocatore indispensabile per creare superiorità sugli esterni e creare spazi anche ai compagni di squadra. Con lui al top, allora la stagione della Roma potrebbe nuovamente cambiare direzione. Sperando che la tenuta fisica lo assista a lungo.

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Pellegrini. Nel giorno più difficile, diventa leader vero e trascina i compagni dal primo all’ultimo minuto. Pur non essendo al meglio. Il gol lo meritava, a maggior ragione se pensiamo all’importanza di questi tre punti. Ora deve sbloccarsi anche mentalmente, dopo un 2020 molto deludente. I segnali arrivati durante Roma-Spezia, ci mostrano un giocatore in primis cresciuto dal punto di vista mentale, oltre che tecnico.

Borja Mayoral. L’attaccante di scorta merita una menzione speciale, al di là dei due gol. Andare a segno con una doppietta, dopo le tante critiche ricevute in Coppa Italia non era semplice. Lui ha dato una risposto con grande personalità. Insomma, una svolta potenziale anche per un giocatore sul quale Fonseca ha sempre puntato.

5 pensieri su “Top e flop di Roma-Spezia 4-3: meno male che c’è Pellegrini

  1. In ogni caso, al di là di tutto, l’interesse primario dovrebbe essere la ROMA e non le bizze di Fonseca e Dzeko! Dunque, il fatto che il capitano resterà fuori squadra anche contro il Verona (ammesso che non lo cedano prima…) secondo me è assurdo e autolesionistico, a tutto vantaggio degli avversari. La Roma dovrebbe venire prima di tutto! I punti e la classifica prima di tutto! Il resto è solo chiacchiera.
    Il caso Gomez a Bergamo è molto diverso… l’Atalanta ha fior di attaccanti che possono segnare (e segnano a raffica), Ilicic, Muriel, Zapata.

  2. Ciao Alex,
    il bello dei commenti tra tifosi è che, a volte, anche opinioni diverse sono ugualmente giuste!
    Per quel che riguarda Dzeko, hai ragione a lamentare una mancanza di nerbo nel decidere se tenerlo oppure no; io aggiungo che parte di questo immobilismo credo sia da attribuire alla precedente gestione. I Friedkin, appena arrivati, avranno pensato che non fosse il caso di privarsi di uno dei migliori elementi in rosa per problemi che riguardavano la precedente gestione. In fondo non si trattava di un ragionamento sbagliato, secondo me. Ora, però, si trovano di fronte a un problema simile. Vediamo se avranno un approccio più netto nella questione.
    Fonseca non è Capello, questo è indubbio! Se lo fosse, avrebbe preteso ben altri giocatori prima di accettare di allenare la Roma! Il tuo è un discorso condivisibile, io ne faccio più una questione di principio: l’allenatore non deve essere messo in discussione, al di là del carisma che può avere. Hai ragione nel dire che la cosa è impossibile senza delle figure societarie forti. Avere un Ds straniero porta anche a queste conseguenze: prima di diventare un punto di riferimento deve ambientarsi a una realtà calcistica nuova. A livello comunicativo e societario finisce per essere un vuoto. Tra le cose che facevano ben sperare, all’arrivo di Monchi, c’era senza dubbio il suo abbracciare immediatamente la causa a livello comunicativo, pur venendo da un altro mondo calcistico, arrivando a gestire in modo netto ma allo stesso tempo rispettoso la questione Totti, una patata bollente che a Trigoria nessuno sembrava voler affrontare. Anche Petrachi si esponeva in modo netto. Sabatini ancor di più. Senza queste figure è difficile che un allenatore stia al sicuro, soprattutto a Roma.
    Questione difesa: qui invece paghiamo gli errori dei vari Ds. Sabatini era un mago nel trovare giocatori molto forti senza spendere troppo, ma purtroppo il suo fiuto per gli attaccanti con noi ha fatto cilecca qualche volta di troppo. Una difesa va costruita nel tempo è mantenuta. Il non avere attaccanti eccezionali da vendere a peso d’oro (a mio parere i meno difficili da sostituire) ci ha portati a toccare troppo spesso questo reparto delicatissimo. Monchi e Petrachi hanno fatto il resto, soprattutto scegliendo portieri non solo inferiori ai loro predecessori, ma totalmente inadeguati al calcio che vorremmo fare.
    La Roma deve e può essere competitiva, ma per farlo occorre una società che capisce dove servano dei cambi e dove serva continuità. Spendere molto per un portiere come Pau Lopez è un errore che non deve essere ripetuto (e mi spiace prendermela spesso con questo giocatore, ma oggettivamente non è all’altezza della cifra spesa).

    1. Considera che vogliono cedere Dzeko a gennaio, capitano e bomber, per “accontentare” un allenatore di cui loro stessi non sono convinti, uno che sarà quasi certamente sostituito a fine stagione o forse anche prima, viste le due difficili gare che ci attendono.
      Con una difesa come quella che ha incassato 7 gol dallo Spezia, immagina giocare contro il Verona in forma smagliante e andare verso la proibitiva trasferta di Torino con CR7 che ci aspetta al varco…
      Se questo non è confusione e pressapochismo, ditemi voi cos’è.

      1. Io credo che il punto sia quello che tu sottolinei, Alex: il rapporto tra società e allenatore. Se la società non ha preso una posizione nei confronti di Dzeko, potrebbe -purtroppo- voler dire che l’allenatore non ha l’appoggio che io spererei e considererei salutare, e che la società, in stile Pallotta, è rimasta a guardare i due contendenti, per decidere solo in un secondo momento in base ai risultati.
        Se le cose fossero così, e spero di no, i giocatori avrebbero la conferma che anche questa società avrà con loro una mano leggera in situazioni di crisi, chiunque sia l’allenatore. Non la trovo una cosa salutare, ma spero di sbagliarmi.

  3. Val, il tuo commento sugli allenatori a Roma è condivisibile, però secondo me ci sono anche altri fattori da considerare.
    Per fare ciò che tu dici ci vorrebbe da una parte un allenatore con gli attributi (uno alla Capello per intenderci, e Fonseca mi pare non sia proprio uno di questi) e dall’altra una società presente e “parlante”, vale a dire almeno un dirigente che prendesse la parola in ogni caso e dicesse ciò che va fatto senza se e senza ma, e anche questo mi pare che nella Roma attuale manchi.
    Prendiamo ad esempio l’annosa diatriba su Dzeko: vogliono allontanarlo? Bene, lo facciano, ma in modo serio e professionale, coi tempi e i metodi giusti! Questo tira e molla ridicolo NON giova alla Roma, nè a Dzeko nè a Fonseca e tantomeno a noi tifosi.
    Io trovo molto dilettantesco che a gennaio, ad una settimana dalla fine del mercato riparatorio (per tacere di tutte le altre finestre di mercato passate) si metta alla porta il capitano e bomber della squadra SENZA aver pensato o provveduto a sostitirlo adeguatamente. E tutto ciò mentre l’entourage romanista proclama di voler raggiungere l’obiettivo Champions, illudendo i tifosi che poi giustamente si creano delle aspettative. Inoltre, si diceva almeno fino a pochi giorni fa che il destino di Fonseca fosse legato proprio al raggiungimento di questo obiettivo.
    Ecco, secondo me ci sono molte lacune in tutta la gestione.

    Aggiungo un tema che da sempre mi sta a cuore: questa squadra, sul campo, non da oggi ma da anni, ha una difesa che definire ballerina è un eufemismo. Una delle peggiori della serie A (il tabellino con lo Spezia è significativo: 7 gol incassati IN CASA da una neopromossa in due partite!) Lo svarione di Smalling che ieri ha provocato il 3-3 è da oratorio parrocchiale! Possibile che una proprietà non riesca a metterci una pezza? Possibile che un allenatore non capisca, che non sia capace di leggere le partite anche in corsa, di cambiare anche modulo tattico all’occorrenza? Di riorganizzare una fase difensiva che riesca a coprire e supportare i tre là dietro in modo adeguato?

    Ciò che rende poi davvero singolare il tutto è che la Roma, nonostante una difesa horror, sia terza in classifica! Tu pensa cosa potremmo fare se avessimo una difesa all’altezza dell’attacco. E pensa che questa squadra per vincere le partite deve segnare 3 o 4 gol, come accaduto ieri.

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