Mancini rinnova alla..Mexes

Mancini come Mexes. Si potrebbe riassumere così la vicenda contrattuale del brasiliano, che sembra arrivata ad una svolta decisiva. Perché oggi intorno all’ora di pranzo Gilmar Veloz, che domenica sera si è goduto al Meazza l’esordio di Pato, sarà a Villa Pacelli per parlare di Amantino. Veloz dovrà dare una risposta riguardo all’offerta, risalente a oltre due mesi fa (era il 26 ottobre quando a Trigoria ha incontrato il ds Pradè, Bruno Conti e la dottoressa Mazzoleni), di due milioni e mezzo netti a stagione per i prossimi quattro anni, più i premi, avanzata dalla società. Mancini come Mexes, si diceva. Perché per rendere più "convincente" la proposta la società giallorossa è disposta, come ha fatto con il francese, ad inserire nel nuovo contratto una clausola rescissoria ad una cifra tra i 15 e i 20 milioni di euro, che è poi l’attuale valore di mercato del brasiliano. Questo per tutelarsi, e per non rischiare di perderlo a fine stagione ad una cifra nettamente inferiore a causa della clausola Fifa, che gli consentirebbe di svincolarsi per pochi milioni se arrivassero offerte dall’estero. «La nostra volontà è di continuare il rapporto con Mancini – ha detto ieri l’amministratore delegato giallorosso Rosella Sensi – sono contenta del fatto che abbia detto che non ci sono frizioni e che vuole restare, anche se non ho mai avuto molti dubbi. Ora bisogna sedersi e mettersi d’accordo».
    E il tavolo sarà quello di Villa Pacelli intorno al quale si siederanno Rosella Sensi, Daniele Pradè e la dottoressa Mazzoleni, oltre a Gilmar Veloz. A meno che il procuratore di Mancini non chieda di incontrarsi da solo con la dottoressa Sensi, che poi era il programma previsto dopo l’incontro del 26 ottobre scorso. In quella circostanza le parti si lasciarono con l’indicazione che l’incontro successivo sarebbe stato un faccia a faccia tra Veloz e la Sensi, con il procuratore che doveva dare una risposta definitiva all’offerta della Roma. Da quella riunione è passato tanto tempo e la posizione di Mancini è cambiata sia nei rapporti con Spalletti sia con la tifoseria, ma finalmente è arrivato il momento di fare chiarezza. Perché oggi Veloz dovrà mettere per forza le carte in tavola, comunicando eventuali offerte da parte di altre società. Offerte che però non entusiasmano il giocatore. Discorso questo ripetuto anche da Ernesto Bronzetti, che domenica sera si è ritrovato a Milano nello stesso ristorante con Veloz e con Spalletti, alla Domenica Sportiva. «Visto che non ci sono offerte – le parole del consulente di mercato – da parte del Real Madrid, del Barcellona o del Manchester, non credo che Mancini si muoverà da Roma. Non avrebbe senso andare via da qui per andare a Lione o al City». Che è poi lo stesso ragionamento che fanno la società e il giocatore stesso e che fa presumere che alla fine la soluzione più probabile sarà quella della firma. Piuttosto che andare in una società di livello inferiore a quella giallorossa Mancini, che a Roma sta bene, che ha comprato casa e che ha deciso di stabilirsi qui a fine carriera, potrebbe decidere di rinunciare a qualcosa sull’ingaggio (ovviamente se la differenza tra quello che offre la Roma e le presunte offerte di altre società non sarà enorme), e firmare il rinnovo alle cifre della Roma, clausola rescissoria compresa. Un gesto che la Roma apprezzerebbe molto, e che sarebbe interpretato come un segno di gratitudine da parte del calciatore nei confronti della società che lo ha scoperto e lanciato nel calcio che conta. Un gesto che sarebbe molto apprezzato anche dalla piazza, che ultimamente lo ha preso di mira, accusandolo di scarso attaccamento alla maglia. Il rinnovo, che in caso di accordo arriverebbe entro pochissimi giorni e che entrerebbe in vigore (aumento dello stipendio compreso) dal campionato in corso, non esclude una cessione di Amantino a fine stagione. Se ci saranno squadre, in Italia o all’estero, interessate al giocatore potranno farsi avanti e trattare direttamente con la Roma, che però sarà sicura di incassare almeno i soldi della clausola. E già questa sarebbe una bella vittoria.

Da ilromanista.it