(NEWS AS ROMA – DIETRO LE DIMISSIONI DI SPALLETTI IL RAPPORTO LOGORO FRA IL TECNICO ED IL CAPITANO GIALLOROSSO – LA STAMPA) – Il quotidiano torinese accenna ad un fatto che, insieme ad altri, è stata la causa della rottura del rapporto fra la As Roma e Luciano Spalletti, il dissidio fra il tecnico giallorosso ed il capitano Francesco Totti, rapporto precipitato negli ultimi giorni e di fatto conclusosi dopo le dichiarazioni di Spalletti post Roma-Juve, in cui il tecnico ha lamentato quei colpi di tacco inutili del capitano in mezzo al campo.
Ecco il passaggio dell’articolo della Stampa di oggi:
"Così, accade che giudizi meno lusinghieri di qualche tempo fa invadano campi minati come quello dove corre e fatica Francesco Totti, capitano giallorosso e «fratello» minore della presidentessa Rosella Sensi. Sarebbe fin troppo riduttivo legare l’addio alla causa romanista del tecnico di Certaldo ad un vincolo meno solido con il volto copertina del club di Trigoria, ma la rilettura dei fatti delle ultime ore racconta di una rottura, se non plateale, almeno latente fra panchina e capitano.
E il messaggio serale del capitano («Mi sono sempre augurato di chiudere la carriera con lui allenatore. Grazie Luciano, per tutto quello che ha fatto per la Roma e per la mia carriera») non basta a diradare le nubi. Totti e Spalletti hanno spesso parlato un linguaggio diverso, incomprensioni amplificatesi con il passare delle stagioni e testimonianza di due caratteri difficilmente compatibili fino al duello verbale cominciato una settimana fa e conclusosi ora che la Roma ha cambiato rotta. «Francesco può fare di più…», così il condottiero toscano con negli occhi le tre reti dell’ex Pupone in Europa League contro gli slovacchi del Kosice (10 in 4 sfide europee, il bottino fino ad ora). «Nella Juve, Amauri e Iaquinta fanno anche i terzini per rincorrere l’avversario, noi pensiamo ai colpi di tacco in mezzo al campo», così Spalletti subito dopo il capitombolo di domenica contro i bianconeri, sfida vissuta fra amnesie ed errori banali compresi almeno quattro colpi di tacco di Totti là in mezzo. Tradotto? Criticare il lavoro sul campo del capitano giallorosso può essere fatale, pensano i più maligni. Resta il fatto che le ultime riflessioni ad alta voce di Spalletti siano entrate in rotta di collisione con i desideri di un giocatore, Totti, che nella Capitale giocherà altri cinque anni, fino alle 38 candeline per poi vestire i panni del dirigente. Spalletti lascia, Totti raddoppia abbracciando un nuovo tecnico romano come lui dopo l’avventura di papà Carletto Mazzone sulla panchina giallorossa. Un cambio di timone sofferto, meditato, persino inatteso e sconfinato nel grande gelo fra due forti personalità, una in panchina, l’altra ancora al centro del progetto Roma. Le incomprensioni fra Spalletti e Totti sono spesso sembrate il replay di quanto andava in scena durante il regno Capello, tecnico duro e diretto e senza bisogno di giri di parole nei suoi giudizi. Così, accadeva che l’attuale selezionatore dell’Inghilterra riprendesse in allenamento l’ex Pupone fino al punto di urlargli «ti devi mettere a lavorare con impegno, sei capitano sempre, non solo quando si scambiano i gagliardetti» (settembre 2002) ottenendone in cambio l’invito a scegliersi un altro a cui affidare la fascia («Se vuoi dalla a Tommasi», la risposta di Totti)".