Stekelenburg parla del proprio futuro

Stekelenburg parla del proprio futuro

Stekelenburg, portiere della Roma, ha parlato al magazine olandese “Elf Soccer” della sua situazione alla Roma. La sua intervista è stata riportata dalla Gazzetta dello Sport. Ecco le parole dell’olandese:

Sto già pensando al futuro ma non so che accadrà. Io devo giocare bene sia con questo allenatore che con un altro allenatore. Sono arrivato alla Roma per Luis Enrique, poi non giocavo più. Adesso sono contento di aver ritrovato il posto da titolare“.

Secondo il quotidiano il Fulham è ancora interessato mentre i giallorossi stanno monitorando Rafael del Santos.

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6 pensieri su “Stekelenburg parla del proprio futuro

  1. Non lo so.

    per me è un abile portiere che gradirei vedere con un allenatore il quale sappia organizzare una difesa e con, appunto, una difesa almeno decente.

    E’ chiaro che se gli avversari arrivano 5 – 6 volte a tempo a tu per tu con il portiere, non ci si può aspettare che il portiere le pari tutte.

    Per me Stekelenburg non è Buffon, ma non è nemmeno Goicochea.
    E’ un onestissimo portiere che, secondo me, avrebbe bisogno di un calcio che ne valorizzi le doti, perchè i portieri si giudicano in base alle parate e, purtroppo, non ce ne sono di quelli che te le parano tutte.

    Io comunque prenderei Perìn, se dovessi scegliere il portiere da qui a “per sempre”.

    1. @Il_Cannibale: In linea di massima sono d’accordo sulla valutazione del giocatore in sé, ma non mi sta bene il suo modo di intendere il professionismo, non è proprio un professionista, e sappiamo bene i motivi.

      Invece non sono d’accordo sul discorso che una squadra e una difesa debbano essere impostate sulla tipologia di caratteristiche che un portiere ha…
      Il portiere deve parare, deve interpretare le occasioni negative che si prospettano durante la gara, deve saper leggere le azioni e deve essere reattivo… poi gli errori ce ne sono, come anche le occasioni in cui non può fare nulla e subire…
      Tuttavia non penso sia opportuno impostare la fase difensiva di una squadra sulle qualità di un singolo giocatore come il portiere… è la sua eccellenza che deve imporsi in ogni situazione.

      Non so se ricordi Lorieri, più con l’ascoli che con la roma, prendeva vagonate di goal, ma ne parava ancora di più… l’ascoli perdeva 3 – 0, ma poteva essere 8 -0, giusto per fare un esempio, nulla di più

      1. @Bumba: Non mi sono espresso bene effettivamente, rileggendomi.
        Non intendo dire che un reparto debba ruotare attorno alle caratteristiche del portiere, perchè il portiere deve per prima cosa parere. Se sono tiri da fuori, da dentro, da palla ferma o di testa, l’essenziale è che pari. Io intendevo dire che il portiere tende ad assumere troppo spesso il ruolo di parafulmine quando le cose vanno male.

        Di stekelenburg ne vengono contestate anche le prestazioni, e francamente in una squadra Zemaniana, l’ultima cosa che andrei a vedere non sono il quantitativo di parate del portiere, ma di azioni partite dai suoi piedi.

        Per quanto riguarda l’uomo, anche per me è discutibile, però umanamente lo comprendo. Francamente non so quanto possa far piacere che un Goicochea possa essergli preferito.

  2. Non si scopre nulla di nuovo… questo portiere, buono ma per nulla eccelso, non è per nulla legato alla maglia… fa il suo da mestierante, ma non da professionista, convinto di essere il migliore. Purtroppo per noi non è così. Non verserei una lacrima se partisse… ne ha dette e ne ha fatte troppe di porcate

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