Editoriale. A caccia di colpevoli…

Ci risiamo: per carità, niente di nuovo, ma ad ogni risultato negativo si rinizia sempre con la caccia ai colpevoli; caccia che, ormai, nemmeno colpisce più. Quello che colpisce, invece, è la grande frangia di tifosi che ha totalmente scagionato Zeman. Nel senso che, se è sbagliato dire che è tutta colpa di Zeman, è altrettanto sbagliato dire che Zeman non abbia alcun tipo di responsabilità. Nel secondo tempo la squadra non ha perso solo brillantezza, ma ha cominciato anche ad annaspare, inspiegabilmente. I cambi sono i soliti ed è ancora inspiegabile la sostituzione Lamela (ieri in campo con un grinta incredibile, presente in attacco e in mezzo al campo) – Lopez: è sembrato quasi un segnale dall’allenatore, che toglie uno dei marcatori e sembra dire alla squadra “dai, ragazzi, si può rallentare“. D’altra parte, va considerato il clamoroso calo di concentrazione di Burdisso nel secondo tempo e il calo di Piris. L’esterno numero 23 è stato scelto da tutti come colpevole assoluto, ma nel primo tempo aveva fatto una grandissima gara (con diagonali ottime): per questo è assurdo e sbagliato condannarlo e bocciarlo. Va detto che Pjanic è cresciuto solo nel secondo tempo, ma era ammonito ed il suo cambio era comprensibile: come sarebbe stato comprensibile il cambio Lucca-Tachtsidis, anch’esso ammonito e impossibilitato a mettere la gamba nei contrasti. Del tutto fuori dal match Destro; Totti fantastico nel primo tempo, magistrale, più spento nel secondo. Altro giocatore che nel secondo tempo è sparito, è stato Florenzi, che sembrava aver dato tutto nel primo tempo.
Tutto questo per dire cosa? che ognuno ha le proprie responsabilità. Il calo di concentrazione è innegabile, ma non è solo quello: la squadra nel secondo tempo non è MAI arrivata prima in un contrasto. E’ palese che sia calata anche fisicamente, la squadra. Oltretutto non può e non deve essere un problema SOLO mentale: se una squadra si sente appagata dopo un 2-0 al primo tempo, qualcosa evidentemente non va nelle motivazioni e nei discorsi fatti nell’intervallo. Con la Sampdoria rientrerà Osvaldo (fondamentale: conferma che forse serviva a qualcuno…) e, forse, De Rossi.
Da domani si torna a lavoro: l’obiettivo dev’essere vincere pensando gara dopo gara, senza pensare allo Scudetto, e parlando il meno possibile. Si faccia parlare in campo: proclami, veleni e discussioni sterili non portano niente di buono.

Photo Credits | Getty Images

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