Daniela non si pente di aver lasciato la casa del Grande Fratello

La hostess pentita? «Di nulla: ma non nascondo che sono molto dispiaciuta». Daniela Martani, il giorno l’uscita forzata dalla casa del Grande fratello, racconta: «Fare la hostess mi ha dato da mangiare per 11 anni, ho rinunciato a molte cose, ho fatto la pendolare tra Roma e Milano per otto anni. Ma il mio sogno da sempre è lavorare nel mondo dello spettacolo. E il mio part-time prevedeva che seguissi le mie passioni. Una cosa non esclude l’altra. Non capisco perché sono stata messa alla gogna per questo». Dunque, Daniela vuole combattere per difendere il suo diritto al lavoro. Ma dal 10 febbraio potrebbe essere licenziata dalla nuova Alitalia.
Tutto è cominciato con la sua foto con il cappio al collo nei giorni caldi dell’Alitalia, pubblicata su tutti i giornali. Poi l’ingresso nella Casa del Gf9, la presa di posizione della compagnia di bandiera, il rischio licenziamento e l’uscita dalla casa, lunedì sera. La scelta lasciare il Gf è stata «molto sofferta» ma «assolutamente autonoma», spiega la Martani, riferendosi al video-appello al buon senso rivoltole dalla madre. «E’ da quando avevo 18 anni che faccio provini, l’anno scorso al Gf e anche a X Factor, io sono una cantante – dice – Ho avuto l’occasione che avevo sempre cercato. A 35 anni poteva essere l’ultima chance. Ma se fossi rimasta sarebbe stato calpestato un diritto. Sono provata ma vado avanti».
Intanto per lei si profila lo spettro del licenziamento. La nuova Alitalia le contesta il fatto di non essersi presentata né alle visite mediche né all’imbarco del volo al quale era stata assegnata, ma anche i giudizi critici sull’azienda espressi in alcune interviste. Per i due legali, Alessia Montani e Rosario Siciliano, «la condotta di Alitalia-Cai è dettata da motivi che esulano dai comportamenti dell’assistita» e «c’è l’intenzione di punire quello che la Martani ha rappresentato in precedenza». «Sono una combattente e una combattiva per natura – conclude Daniela – Sono scesa in campo con tantissimi colleghi, non sono corsa davanti alle telecamere col cappio. Dicono che ho sfruttato la protesta per entrare nello show business: questo non lo accetto».

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