Si è concluso da poco il Consiglio di Amministrazione della Roma che ha approvato l’aumento di capitale di 80 milioni della AS Roma. Verranno versati 80 milioni in tre tranches. La prima sarà di 50 milioni di euro.
A margine dell’assemblea hanno parlato Baldini, Cappelli e Fenucci.
Ecco le parole di Franco Baldini a proposito del rinnovo di De Rossi: “Sto trattando il rinnovo con tutta la cura necessaria, quindi con tutta la reticenza utile. La scadenza del 31 gennaio non mi mette particolari pressioni; anche prima di questo termine, De Rossi avrebbe potuto firmare per un’altra squadra. È una partita che va avanti da molto tempo, mi assumerò tutte le responsabilità di questa gestione. E’ normale che si tratta di un rinnovo che lascerà aperte tante considerazioni“.
Roberto Cappelli ha escluso il delisting della Roma dalla borsa: “Il delisting? Si cercherà di eseguire una ridistribuzione del flottante e non togliendo il titolo della Roma dalla borsa. L’aumento di capitale sembra necessario nella sua interezza ma grazie alcuni risultati importanti, come la qualificazione in Champions League, potrebbe evitare un esborso più oneroso”.
Fenucci: “L’investimento per il contratto di De Rossi, seppur oneroso, renderà la squadra più competitiva permettendole di guadagnare di più. I matrimoni si fanno comunque in due. E’ stato depositato il contratto di Marquinho, nei prossimi giorni arriverà il transfer. La ricerca di nuove risorse sotto forma di aumento di capitale deriva da due fattori: la non partecipazione della Roma alla Champions League e la volontà di aumentare la competitività attuale e prospettica. Ci sono passi in avanti da fare, bisogna costruire una squadra vincente e parte dei ricavi è legata ai risultati sportivi, per creare un circolo virtuoso e potere essere competitivi sul campo. Sarebbe un vero e proprio salto culturale oltre che un beneficio economico. Non ci sono novità rilevanti, abbiamo incaricato un consulente per la valutazione di determinate aree per aiutare il consiglio sulla scelta definitiva. Vogliamo rendere tale processo il più breve possibili e la legge sugli stadi non prevede agevolazioni economiche ma facilitazioni burocratiche”.
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