Rassegna Stampa – Il Romanista – Ci sono altri tre giorni per comprare un biglietto della Supercoppa. Venerdì sera, alle 19, la prevendita si concluderà. In proporzione, fonte Inter, tra noi e loro non c’è partita: noi siamo 13 mila, loro 35 mila.
«Non sarà registrato il tutto esaurito, ma nemmeno ci ritroveremo il Meazza mezzo vuoto»
commentava ieri un alto dirigente dell’Inter. Certo, comunque, che i romanisti hanno saputo sfruttare quasi del tutto la dote di biglietti che la Roma aveva chiesto: poco più di 16 mila tagliandi.
I biglietti sono in vendita in tutte le ricevitorie Lottomatica abilitate di Lazio, Abruzzo, Marche, Campania, Molise, Toscana e Umbria. Chi tifa Roma ma non risiede in queste regioni, suo malgrado sarà costretto a comprare dei ticket di altri settori. Dovrà convivere con gli interisti, insomma. Non è una gran prospettiva, a Trigoria lo sanno bene. Ma se la prevendita fosse stata aperta a tutti, dicono a Piazzale Dino Viola, l’intero stock di tagliandi destinati alla Roma non sarebbe bastato a soddisfare tutte le richieste.
Nelle riunioni con Lega Calcio e Inter, oltre che per l’ingente quantità di biglietti, la Roma si è battuta pure perché i prezzi fossero tenuti bassi. Il massimo, per quanto riguarda la zona giallorossa, si raggiunge nel primo anello arancione con 80 euro. A scendere: primo anello blu 35 euro, secondo anello blu 20 euro, terzo anello blu 14 euro.
La Supercoppa Italiana segnerà l’esordio ufficiale della tessera del tifoso. Ai possessori dell’As Roma Club Privilege sarà riservato un varco ad hoc di San Siro, il numero 10. Ai romanisti senza tessera è andata bene. C’era il rischio che il Viminale, o meglio l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, la rendesse obbligatoria già adesso per Inter-Roma. I tifosi giallorossi che ne fossero stati sprovvisti non sarebbero potuti andare nel settore ospiti, il primo anello arancione e i tre blu, ma avrebbero comunque potuto comprare i ticket di altri settori. A loro rischio e pericolo, però. Avrebbero visto la partita con gli interisti. Pericolo scongiurato? Beh, no. Tessera o non tessera, chi ama la Roma e non vive nel Lazio, in Abruzzo, nelle Marche, in Campania, in Molise, in Toscana o in Umbria, non può far altro che mescolarsi con la curva più triste d’Italia. Meglio, la più Inter-triste.