Francesco Totti in campo 500 volte

Cinquecento, domani. Francesco Totti frantumerà con il Napoli un altro record. L’ennesimo. Il Capitano è sceso in campo cinquecento volte con la maglia della Roma, tra campionato (388), Champions (36), Coppa Uefa (30), Coppa Italia (42) e Supercoppa (3). Dell’elenco fa parte anche quel maledetto Roma-Dinamo Kiev di Champions del 15 settembre 2004. Dalla Monte Mario una monetina spiove sulla testa dell’arbitro, lo svedese Frisk. Sangue, rabbia, proteste, Frisk è irremovibile: partita sospesa e poi persa 0-3 a tavolino dalla Roma. Secondo una scuola di pensiero, maggioritaria, a fini statistici un partita sospesa vale per le presenze, anche se non per i gol (eventualmente) realizzati. Totti ci sarà, nonostante un leggero stato influenzale che ieri non gli ha permesso di allenarsi regolarmente a Trigoria. La cinquecentesima presenza in giallorosso non dovrebbe comunque essere a rischio.
    Sono cinquecento, e non le dimostra. La prima maglia di Totti è come il primo bacio di un comune essere mortale. Non si scorda mai. È il 28 marzo del ’93, quasi quindici anni fa. Mani pulite sta decapitando i vertici della Prima Repubblica, Fellini il giorno dopo avrebbe vinto l’Oscar alla carriera, la Roma gioca al Mario Rigamonti di Brescia. Sulle maglie ci sono ancora il lupetto e lo sponsor Barilla. In panchina, accanto a Vujadin Boskov, siede un Totti sedicenne. Sul 2-0 (Caniggia al 23’ e Mihajlovic al 27’), il tecnico serbo ordina a quel ragazzotto di cominciare a scaldarsi. Il cronometro segna il minuto 88, la cavalcata di Totti verso le cinquecento presenze inizia lì. Bisogna aspettare l’arrivo di Mazzone e la Coppa Italia per vedere il debutto di Francesco da titolare. Che avviene il 16 dicembre 1993, contro la Sampdoria. La Roma vince 2-1, ma esce ai calci di rigore. La prima volta dal primo minuto, in campionato, è ancora con la Samp di Sven Goran Eriksson. È il 27 febbraio 1994 e Francesco gioca alle spalle di Abel Balbo. Stavolta, la Samp si prende tutto, vincendo all’Olimpico con un gol, guarda un po’, di Roberto Mancini. La prima firma sul taccuino dei marcatori è con il Foggia, la stagione successiva. È il 4 settembre 1994. A fine stagione saranno quattro i gol di Francesco. Ne seguiranno altri 198. L’esordio in Europa avviene il 19 settembre 1995, in Coppa Uefa con gli svizzeri del Neuchatel Xamax (1-1). Pochi giorni dopo, il 31 ottobre con i belgi dell’Aalst, Totti si fa conoscere dai signori dell’Uefa spedendo in fondo alla rete la palla del primo gol europeo. In assoluto, uno dei più belli di Francesco: finta, controfinta, difensori a vuoto e palla in rete. Una cartolina di presentazione. Destinazione: l’Europa. Per il debutto in Champions (11 settembre 2001) il Capitano deve aspettare sei anni. L’avversario è il Real Madrid, ma il risultato è diametralmente opposto a quello del Bernabeu tre giorni fa.
    Già, il Bernabeu. Totti l’ha espugnato di nuovo. Era successo pure il 30 ottobre 2002, quando con un suo gol aveva zittito Madrid. Perché il Real fa parte delle perle del suo “curriculum”. Come i trofei vinti, sia con la Roma sia a livello personale. Uno scudetto, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, cui si sono aggiunti la scorsa stagione il titolo di capocannoniere e la Scarpa d’oro come miglior bomber europeo. Aggiungeteci i premi minori, che hanno arricchiato la bacheca del Capitano: nove oscar del calcio, due Guerin d’oro oltre ai riconoscimenti di Fifa e Uefa. Senza contare l’Europeo under 21 del ’96, il secondo posto a Euro 2000 (e il cucchiaio su rigore a van der Sar) e il Mondiale tedesco nel 2006.
    Premi, trofei, notte di coppe e di campioni. Per raccontare davvero i quindici anni nella Roma, solo con la Roma, di Francesco Totti servirebbero fiumi di inchiostro. Tutto bello, tutto importante. Ma nulla in confronto all’unico, grande, primato cui il Capitano tiene per davvero. I primati in giallorosso sono “tanta roba”, direbbe Spalletti. Quando con una doppietta al Parma, nella stagione 2004/05, sbriciolò il record di gol in campionato di Pruzzo (106), Francesco si tolse la maglia ed esibì quel 107 che adesso fa parte dell’immaginario collettivo di ogni tifoso della Roma. Per celebrare la staffetta con Giacomino Losi, il sorpasso nel numero di presenze in Serie A, sempre con il Parma di fronte Francesco ha dato vita a uno storico siparietto con Core de’ Roma. Record su record, Totti ha preso per mano la sua Roma in questi tre lustri. Crescendo una generazione di romanisti a forza di finte, assist, cucchiai, gol, magìe e contromagìe. Per cinquecento volte, in tutte le competizioni in cui ha avuto l’onore di vestire la maglia. La stessa, l’unica. Dal 1993? Macché. Dal 27 settembre 1976. E per sempre.

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Da Ilromanista