Mourinho è il nuovo allenatore della Roma: bruciato Sarri

Mourinho è il nuovo allenatore della Roma: bruciato Sarri

Sarà José Mourinho il nuovo allenatore della Roma. Dopo l’annuncio relativo alla separazione con Fonseca al termine di questa stagione, infatti, è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del club giallorosso, che ha colto tutti di sorpresa. Fino a questa mattina, infatti, gli addetti ai lavori davano per scontato che potesse essere Sarri il suo erede naturale. Al momento, sui social si trovano reazioni contrastanti, tra tifosi che vivono con entusiasmo questa scelta e chi esprime scetticismo.

Il comunicato ufficiale della Roma su Mourinho

L’annuncio della Roma è arrivato poco dopo le 15, anche se in mattinata le quote degli scommettitori erano scese moltissimo sul possibile ingaggio di Mourinho da parte dei giallorossi. Questo quanto riportato dal sito della società, in attesa di conoscere ulteriori dettagli su una firma che ha per forza di cose del clamoroso come si può facilmente immaginare.

“Siamo lieti ed emozionati di dare il benvenuto a José Mourinho nella famiglia dell’AS Roma”, hanno dichiarato il presidente Dan Friedkin e il vicepresidente Ryan Friedkin. “José è un fuoriclasse che ha vinto trofei a ogni livello e garantirà una leadership e un’esperienza straordinarie per il nostro ambizioso progetto. L’ingaggio di José rappresenta un grande passo in avanti nella costruzione di una mentalità vincente, solida e duratura, nel nostro Club”.

Resta da capire con quali presupposti Mourinho abbia firmato per la Roma. La speranza di tanti tifosi è che il suo ingaggio, di sicuro a cifre non indifferenti, comporti uno step evolutivo del famoso progetto giallorosso. Fatto anche di nomi pesanti, per quanto possibile se pensiamo alla situazione finanziaria del club. Per non parlare di un contesto generale nel panorama calcistico che, ad un anno abbondante dallo scoppio della pandemia, ha messo in crisi i conti di tanti club. Qualcosa in più, sotto questo punto di vista, si saprà al termine della stagione, considerando che tutti si aspettano un approccio comunicativo chiaro da parte del club.

LEGGI ANCHE  Probabili formazioni di Inter-Roma: diverse mosse inedite per Fonseca

Nel corso delle prossime settimane saranno senza ombra di dubbio più chiare le linee guida della società, che dopo aver annunciato José Mourinho come nuovo tecnico in vista della prossima stagione, entra per forza di cose in una nuova fase nel tanto desiderato processo di crescita. Dal mercato, al budget disponibile, stanno per iniziare almeno un paio di mesi di fuoco per il club, con la necessità di dare una volta per tutte delle risposte chiare ai tifosi dopo un’annata a dir poco da dimenticare.

12 pensieri su “Mourinho è il nuovo allenatore della Roma: bruciato Sarri

  1. Un saluto ad Aleste e Peter che tornano a scrivere su questa pagina. Si tratta di un primo effetto dell’assunzione di Mourinho che gradiamo molto!

  2. Una domanda: io non ho ben capito cosa sia
    questa Conference League.
    Cos’è?
    Chi vi partecipa, ed in base a che cosa?
    Già in E.L. all’inizio dei ci sono squadre
    quasi mai sentite.
    Diventa un pò interessante quando scendono
    le terze della C.L.
    Poi via via dagli ottavi in poi
    e vincerla è pur sempre un trofeo.
    Ma il senso di quest’altra coppa, qual’è?
    Un saluto ai giapponesi dell’isola🤣😉

    FRS

    1. Ciao Ave,
      io ho capito solo solo che in Italia partecipa la sesta squadra in classifica. Se non sbaglio i partecipanti non sono automaticamente tutte le squadre che raggiungono una determinata posizione nel loro campionato. Ogni campionato ha una sorta di punteggio dal quale dipende a sua volta il punteggio della singola squadra…ma non sono affatto sicuro di quello che scrivo!

  3. Non vorrei essere noioso e ripetitivo, ma secondo me se la Roma non riuscirà a risolvere il gigantesco problema degli infortuni a raffica, non c’è allenatore che tenga, ne oggi ne mai. Se ad ogni partita hai fuori metà dei titolari (non sottovaluterei neanche le continue squalifiche) non vai da nessuna parte, non vinci nemmeno con le squadrette da fondo classifica. E le sconfitte contro Parma, Torino, Cagliari e Samp lo testimoniano. Erano 12 punti sicuri (10 a voler stare stretti) e con quelli adesso si poteva giocare almeno l’EL. Un trofeo che con un allenatore come Mou poteva anche essere alla portata, visto che Fonseca è arrivato in semifinale.

  4. L’altra gestione americana si sarebbe presentata a luglio con un de Zerbi o un Garcia qualunque
    Grande comunicazione e per una volta dopo 10 anni di buoi vedo finalmente la luce

  5. Eccomi… sono d’accordo in linea di massima con tutte le osservazioni che avete scritto in questa pagina.
    Certo, un solo nome, anche se prestigioso, non basterà. Ci vorranno investimenti mirati e calibrati in ogni zona del campo. I texani saranno disposti a investire? Come la mettiamo con il maxi indebitamento della società?
    Una cosa è certa, con Mou in panchina l’attenzione mediatica verso la Roma crescerà molto, non solo in Italia ma anche all’estero.
    Ma cosa possiamo offrire a lui oggi? Una Conference League (ben che vada)?
    Quale sarà l’obiettivo per la prossima stagione, vincere subito oppure iniziare un ciclo?

  6. Salve a tutti (o a due?),
    ho evitato, alcuni giorni fa, di ripetere il mio pensiero su quanto fatto fin qui dai Friedkin. Tempo fa avevo detto che si poteva ancora dire poco e che, in questo poco, sembrava esserci una volontà netta di allontanarsi dalla gestione precedente. La presenza costante della proprietà (non italiana) durante le partite era un segnale abbastanza netto.
    Oggi arriva un altro segnale di discontinuità. La Roma degli ultimi anni si è affidata spesso ad allenatori votati a un bel gioco d’attacco piuttosto che a sergenti di ferro(Spalletti escluso). La scelta di Sarri sembrava andare nella stessa direzione, probabilmente migliorandola. L’improvvisa sterzata su Mou segna un taglio netto con questa tendenza. Il gioco non è mai stato il principale problema della Roma: in tutti questi anni, senza vincere nulla, la squadra ha sempre mostrato momenti di ottimo calcio, anche con Fonseca. Il nostro problema è sempre stato quello della mentalità. Il nostro atteggiamento psicolabile e l’incapacità di sofrfire ci somo sempre costati punti importanti.
    Ora prendiamo un allenatore poco noto per il bel gioco ma molto per la mentalità. Si tratta di una scossa forte per l’ambiente. Questo vuol dire che stiamo per costruire un progetto vincente? No, nel senso che la sola scelta dell’allenatore non basta in alcun caso. E poi dovremo scoprire chi è Mourinho oggi: un allenatore top che non ha vinto per qualche anno, o un allenatore in una fase calante della propria carriera? Chi lo sa. A Roma tutto può accadere, e l’esperienza di Ancelotti al Napoli deve farci stare sull’attenti. Però da parte della società è un passo deciso e forte che fa sperare nella volontà di cambiare dei problemi per noi atavici.

    1. Ciao Val, (sono uno dei due😉).
      Questa decisione giunge come un fulmine a ciel sereno.
      Si era fatto il suo nome, ma visti i risultati degli ultimi anni,
      pensavo fosse una cosa che sarebbe rimasta lì.
      Ha fatto il triplete è vero, ma aveva fior di giocatori.
      Forse questa è la speranza che la proprietà gli abbia dato delle garanzie.
      Il suo gioco non entusiasma, ma che porti disciplina e che faccia capire
      che è lui che comanda.
      Personalità ne ha.
      Concordo sui nostri problemi atavici, su una decisione forte
      e che i giocatori avranno a che fare con un duro.

      Con Sarri saremmo tornati al 4-3-3 (il mio modulo preferito)
      e forse a rivedere una Roma che gioca in verticale
      e che punta alla porta.
      Probabilmente se seguito a dovere dai calciatori,
      una bella Roma.

      Le vittorie non può garantirtele nessuno.
      In rosa molti giocatori che possono rendere di più li abbiamo.
      Che intervengano dove serve, con acquisti mirati.
      Gente che abbia fame, non a fine carriera, ma che voglia emergere.

      Che restituisca grinta, voglia di vincere, di non mollare fino
      all’ultimo secondo della partita, reazione da parte di tutti
      se le cose dovessero mettersi male.
      Una squadra vera insomma.

      Un saluto👋dall’ultimo giapponese (anzi tre)
      che ancora scrivono su questo sito🙂

    2. Finalmente un segno di vita da parte della società. Mou viene da anni non facili ma è un condottiero vero , con il carattere per giusto per Roma. È il primo grande allenatore dai tempi di Capello… ora devono investire in modo pesante nella rosa, quella attuale è veramente scarsa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.