Ranieri il cauto ed il coraggio di osare

Il coraggio non è mai troppo soprattutto quando nel calcio devi sopperire ad uno strapotere fatto di denaro e rose larghe. Tentare di scalare la classifica con la forza della disperazione a volte porta a chi detiene le redini in mano di affidarsi al coraggio per puntare dritto alla vittoria. Con la regola dei tre punti il pareggio è un’occasione persa mentre prima era una mezza conquista. La Roma di oggi, stanchiccia e provata dalla grande rimonta fin qui effettuata, si trova in una condizione non invidiabile, carica di acciacchi e con i muscoli che meriterebbero molto ma molto riposo. La stanchezza è un alibi giusto, la paura no. La Roma è diventata grande in questa stagione iniziando il cammino verso l’exploit dalle ceneri fisiche e tecniche di un ciclo che è stato per anni generatore di bel calcio in Italia ed in Europa. Il coraggio di osare era magari troppo, a volte utilizzato esageratamente anche quando il risultato era acquisito (0-3) e poi si tornava con le ossa rotte da rimonte incredibili e senza precedenti. Oggi invece secondo la dottrina di Claudio Ranieri, “prima non prenderle”, la Roma riesce ad addomesticare il risultato, è capace di imbrigliare il gioco altrui e riesce quando stava meglio fisicamente a sferrare il colpo letale del ko. L’ultimo 0-0 è l’emblema di una Roma che con le batterie a terra è riuscita a non perdere, l’obiettivo di Claudio Ranieri era proprio questo, con uno schema accorto e speculare, una sorta di 4-4-2 con tanto di esterni di centrocampo dediti alla copertura e non alla ripartenza. Un atteggiamento simile divide la tifoseria giallorossa in due: chi vuole la Roma con coraggio catapultarsi in avanti e chi invece asseconda il fare guardingo dell’allenatore testaccino. Due pensieri contrapposti che oggi sono alla base delle discussioni sul sistema tattico e sulla filosofia di gioco della Roma italianizzata da Claudio Ranieri. Un appunto però avverto la necessità di farlo: al di là dell’atteggiamento ma un paio di cambi il caro Ranieri poteva senz’altro effettuarli. Chiamasi coraggio!

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