Il caso di Robinio Vaz è diventato uno dei temi più caldi in casa Roma, sollevando interrogativi su quello che, finora, somiglia a un “oggetto misterioso” del mercato invernale. Nonostante sia stato il primo rinforzo a varcare i cancelli di Trigoria, il giovane talento francese sembra essere scivolato rapidamente in fondo alle gerarchie di Gian Piero Gasperini.
Robinio Vaz ai margini della Roma attualmente
I numeri parlano chiaro e descrivono un inserimento difficile: nel mese di febbraio, Vaz ha collezionato appena trenta minuti di gioco. Ancora più emblematiche sono le ultime due sfide contro Cremonese e Juventus, trascorse interamente in panchina. Mentre altri acquisti più recenti, come Malen, Venturino o Zaragoza, hanno già iniziato a trovare spazio e ritmo, il classe 2005 resta nell’ombra.
A complicare il quadro si è aggiunto un episodio che non è sfuggito agli osservatori: un richiamo pubblico di Gasperini durante l’amichevole contro la Lodigiani. Il tecnico avrebbe rimproverato al ragazzo un atteggiamento poco propositivo, un segnale che, nel mondo del “Gasp”, pesa spesso più di un errore tecnico. Per un allenatore che fa della ferocia agonistica e della disciplina tattica i suoi pilastri, l’integrazione mentale viene prima di quella tecnica.
C’è poi l’aspetto economico, impossibile da ignorare. L’investimento di 25 milioni di euro versati nelle casse del Marsiglia rappresenta una cifra importante per un diciottenne alla prima esperienza fuori dai confini nazionali. Se da un lato la società predica pazienza, consapevole che un salto dal calcio francese a quello italiano richieda tempi fisiologici di adattamento, dall’altro la pressione mediatica e dei tifosi cresce proporzionalmente all’esborso effettuato.
La Roma ha investito tanto su questo giovane e spera ovviamente che questo avvio complicato possa trasformarsi in poco tempo in un semplice momento negativo, diventando parte integrante dell’organico a disposizione di Gasperini. Vaz deve fare presto ad accettare la “scuola” di Gasperini, fatta di fatica e silenzi, perché il rischio di finire ai margini del progetto è molto elevato. Il talento non è in discussione, ma la Serie A non aspetta.
La sfida per Robinio sarà trasformare quel “peso” dei 25 milioni in motivazione, dimostrando che i pochi minuti giocati finora sono stati solo il prologo di una crescita necessaria. Il talento c’è, ora serve la testa.
C’è un finale di stagione da giocare con maggiore attenzione ed intensità, la Roma sogna un piazzamento in Champions League e soprattutto di poter portare a casa una Coppa europea che, per il momento, risulta essere ancora alla portata. Insomma Gasp ha bisogno di tutti i suoi calciatori per concludere la stagione al meglio. Riuscirà Robinio Vaz a farsi valere?