Roma: la fase della “stabilizzazione”


A volte è questione di sfumature. Pensate al nerazzurro interista. Pensate ad un pareggio ingiusto e beffardo, in una partita, quella di San Siro, che avremmo dovuto vincere e che, invece, ha esaurito tutti i suoi effetti benefici nella ricerca di evidenze, utili al morale, più che alla classifica. Pensate ora al nerazzurro bergamasco. Stavolta è arrivata la vittoria. Tre punti d’oro, che riscrivono una graduatoria sempre più avvenente. Meritati? E’ difficile dirlo. Forse il pareggio avrebbe rispecchiato meglio lo svolgersi della gara. Allora, siamo stati cinici? Anche in questo caso, la risposta non è agevole. Non si può definire cinica una squadra che continua a subire goal, appena gli avversari tirino in porta; una squadra che, nel momento di stringere i denti e compattarsi, sembra allungarsi troppo, fino quasi a spaccarsi; una squadra che deve offrire a Vucinic almeno tre occasioni nitide, affinché il Montenegrino insacchi la più complicata di queste. Le sostituzioni operate da Ranieri, ai più apparse poco ardite, hanno fatto da tampone. La punta di peso che dovrebbe arrivare, il condizionale è d’obbligo, in sede di mercato di riparazione, farà da puntello. Sia chiaro, non abbiamo giocato male. Forse ci siamo confermati, ma non siamo cresciuti. Tutti sanno che il cambio di allenatore genera inizialmente uno scossone che, in linea di principio, coincide con una reazione emotiva e caratteriale. Poi si comincia a fare sul serio, si comincia a lavorare. Si inculcano nozioni, si provano soluzioni nuove. Ranieri lo ha fatto, ma subito dopo ci ha parlato di “rigetto”. Un concetto arcano, suscettibile di interpretazioni. A mio avviso, si tratta di una sorta di confusione tattica, causata dal mescolarsi dei nuovi dettami, alle reminescenze di un passato ancora troppo prossimo. Ci può stare. Resta da capire cosa arriva dopo il rigetto. Probabilmente l’assimilazione consapevole, un rinnovato entusiasmo e, quindi, uno sviluppo. La Roma, in questo momento è in purgatorio. Il vero obiettivo è la stabilizzazione, la consolidazione dei concetti, che serva ad evitare incauti regressi. Il nerazzurro bergamasco ha regalato tre punti d’oro e l’ennesima base di lavoro, poiché ancora troppo distanti dalla quadratura del cerchio. Presi in mezzo tra la fase del rigetto e quella  della consacrazione, dobbiamo compiere l’ennesimo sforzo di pazienza, nell’attesa di una Roma che non sia semplicemente buona, ma finalmente grande.  


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