L’orchestra Garcia e la sinfonia del gol


RASSEGNA STAMPA – GAZZETTA DELLO SPORT

«Meglio tanti giocatori in grado di segnare che uno solo da 30 gol». Rudi Garcia disse questa cosa a Lille, qualche settimana prima di vincere il campionato. Lo ha ribadito a Trigoria la scorsa stagione e anche quest’anno, che pure la sua Roma è in deficit da gol. Con la rete di Paredes a Cagliari i fatti gli hanno dato però ragione, perché l’argentino è il 15esimo marcatore stagionale e anche il più giovane, con i suoi 21 anni da compiere a giugno, mentre il più grande è Totti, che quando è nato Paredes giocava già da un anno in Serie A. Dei 15 giocatori che hanno segnato tra campionato, Champions e Coppa Italia, nessuno è arrivato in doppia cifra, ma il fatto che, esclusi i portieri, il 60% dei calciatori impiegati per almeno un minuto (25) abbia segnato almeno un gol è un dato di cui tenere conto.

LAVORO IN PIÙ Soprattutto perché ne tiene conto Garcia, che da quando è a Trigoria insiste, e parecchio, sul lavoro tecnico e suoi tiri in porta a fine allenamento. Non è un caso, ad esempio, che Nainggolan, in un anno e un mese di Roma abbia già segnato 5 reti, quasi la metà (11) di quante ne aveva fatte in tutta la carriera. Il capocannoniere della squadra è Ljajic con 8 reti tutte in campionato, seguito da Totti (6, di cui 2 in Champions) e Gervinho, 5, di cui 3 in Europa, e Destro. In attacco poi, senza contare i due neo arrivati Ibarbo e Doumbia, hanno segnato tutti, mentre in difesa tra gli esterni l’unico rimasto a secco è Cole e tra i centrali, al contrario, l’unico che ha segnato è stato Astori. Nessuno, infatti, ha seguito le orme di Benatia, che nella sua unica stagione romanista aveva segnato 5 reti in 37 partite.

NIENTE STROOTMAN Con il gol di Paredes, sono soltanto 2 i centrocampisti che non hanno trovato la via della rete. Da una parte Uçan, impiegato per soli 3’, dall’altra Strootman, che sognava di ritrovare il gol dopo l’infortunio ma ha dovuto rimandare tutto alla prossima stagione. In mezzo al campo, i più prolifici sono Pjanic e Nainggolan (3 reti a testa), un gol lo ha fatto anche Keita, mentre De Rossi è già a quota 2, cosa che non gli succedeva dalla stagione 2011-2012, con Luis Enrique in panchina. Una rarità, per uno nato attaccante e che nella stagione 2009-2010 è arrivato a segnare 11 reti in tutte le competizioni.

TRIPLETE ITURBE Quest’anno, in attesa che cominci l’Europa League, l’unico ad andare a segno in campionato, Champions e Coppa Italia è stato Iturbe, con 3 reti, una per manifestazione. L’argentino sta recuperando dal doppio infortunio alla caviglia e al ginocchio e ha abbandonato le stampelle. Ieri ha incontrato i tifosi al Roma Store di via del Portonaccio ed è sembrato più sorridente rispetto ai giorni scorsi: «Sto meglio e sto lavorando per tornare presto e più in forma», ha detto l’attaccante, finalmente sereno dopo che la scorsa settimana il morale era a terra, visto che l’infortunio, per quanto meno grave del previsto, è arrivato nel momento migliore della sua avventura romanista, quello in cui stava iniziando ad integrarsi bene nei meccanismi della squadra, ritrovando fiducia e giocate. La stessa fiducia e le stesse giocate, adesso, le ha trovate Daniele Verde: l’ormai ex Primavera sogna di diventare il sedicesimo marcatore stagionale, nel frattempo si accontenta di essersi iscritto alla classifica degli assist man, visti i suggerimenti per Ljajic e Paredes al Sant’Elia. Dovesse riuscirci, diventerebbe il più giovane marcatore dell’era Garcia, un piccolo grande record che vuole contendere all’altro ’96 del gruppo, quel Sanabria che il d.s. Walter Sabatini ha strappato a suon di milioni al Barcellona.

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1 commento su “L’orchestra Garcia e la sinfonia del gol”

  1. Non siamo in Francia caro rudi… e poi la prima cosa non esclude necessariamente l’altra… è un bene che diversi giocatori sappiano segnare… ma ci sono partite… e non poche… nel campionato italiano dove a volte la differenza la fa una punta vera con una giocata che altri non hanno

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