L’importanza di avere Rodrigo Taddei

Rodrigo TaddeiLe rivincite, come le vendette, si consumano fredde, magari a casa, e magari senza godersele per niente, perché Rodrigo Taddei è uno dei pupilli di Luciano Spalletti, e non può certo essere contento di quello che è successo durante la sua assenza. Che peraltro sta per finire, perché ieri ha fatto per la prima volta la partitella con il gruppo, segno che ormai l’infortunio è alle spalle, e già domenica, contro il Cagliari, potrebbe essere nuovamente al suo posto. In sua assenza, la Roma ha cominciato a imbarcare acqua, che tradotto in linguaggio calcistico significa raccogliere la rete e trovarci un pallone che non doveva esserci.
Nelle prime sette gare la squadra di Spalletti aveva preso solamente quattro gol, con risultati ai limiti del trionfo: la Supercoppa era tornata a Trigoria, dove mancava dal Giubileo del 2001, la Champions League era iniziata col piede giusto, due a zero alla Dinamo Kiev dei fantasmi ebbri di Frisk, e in campionato la Roma guidava con gli stessi undici punti dell’Inter, nonostante una lieve flessione nelle ultime due partite, contro Juventus e Fiorentina. Due rimonte dal sapore amaro, ma il brasiliano c’entrava molto poco: contro la neopromossa di Claudio Ranieri era uscito sul due a uno, lasciando il posto a Brighi quattro minuti prima che Cicinho sbagliasse la rimessa laterale, regalando il pari a Iaquinta. Mentre a Firenze aveva alzato bandiera bianca poco dopo la mezz’ora, quando la Roma aveva incassato il primo pareggio di Gamberini, non il secondo della ditta Vieri-Mutu, rigore rispettivamente procurato e trasformato. E da quell’infortunio non è ancora tornato, anche se i tempi sembrano maturi.
Ieri è entrato in campo alle 15, quattro o cinque minuti prima dei compagni, cominciando a fare giri di corsa, seguiti da stretching, serie di scatti ed esercizi con il pallone. Alle 15:30 ha preso parte alla partitella in famiglia, con la squadra dei gialli. Teoricamente era un test, e non è detto che oggi torni con il gruppo, ma il brasiliano sembra proprio averlo superato: se Spalletti vorrà, potrà considerarlo a disposizione già da domenica. Anche perché, senza di lui, sono saltati tutti gli equilibri della squadra: la miglior difesa del campionato, quella che dopo tre partite era ancora a quota zero, ha incassato sedici gol in nove gare, media di 1.77, contro i 0.57 dei primi sette impegni.
Una grande rivincita per il meno considerato – fa eccezione, per ovvi motivi, un Julio Sergio ancora in attesa di debutto – dei brasiliani della Roma, quello che ogni volta, nelle formazioni d’agosto, esce fuori, per far posto al nuovo acquisto di turno. Quest’anno ci avevano provato in due, Giuly ed Esposito, e si pensava che in casi d’emergenza sarebbe toccato pure a Cicinho, visto che sulla carta era più facile togliere il posto a Taddei che a vicecapitan Panucci. I fatti hanno ancora una volta dato ragione a lui, al brasiliano ignorato dalla Seleçao, che pur di venire in Italia accettò la corte di un Siena appena salito in serie B, e destinato, sempre sulla carta, a tornare presto in terza serie. Scelta vincente: adesso a Trigoria stanno contando i giorni in attesa del suo ritorno, tra un mese, al terzo tentativo potrà finalmente sfidare il Manchester United. Non male, per uno che aveva lasciato il Palmeiras per venire a giocare contro Ancona, Cosenza e Ternana.

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Da IlRomanista