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(BLOG AS ROMA – TRANQUILLI, ARRIVA MONTALI – FORZA-ROMA.COM) -Fino a ieri mattina facevo una fatica tremenda a pensare che l’ingresso di un nuovo elemento nei quadri dirigenziali giallorossi potesse avere un’incidenza tale da giustificare l’entusiasmo con cui, nella Capitale, da giorni, si attende l’ufficializzazione dell’accordo fra la Roma e l’ex ct della Nazionale di Volley, Gian Paolo Montali. Dopo la sconfitta col Livorno, allo scetticismo si è aggiunta una certa rabbia. Sia chiaro; nessuna polemica gratuita, nessuna volontà di incentivare l’addebito dell’acquazzone al solito “Governo ladro”. Semplicemente, intorno alle ore 17:00 dell’ennesima domenica maledetta, ciascun membro consacrato al credo romanista si è visto costretto a comunicare alla propria moglie, alla propria fidanzata, al compagno o alla compagna di turno, che quella pizza con gli amici, quel film al cinema, quel caffé dai parenti… Niente, non se ne faceva più nulla… “Perché? Non so perché… Sono fatti miei…”, direbbe qualcuno. E invece, il perché lo sappiamo benissimo. E’ insito nel destino di ogni tifoso, che, in nome del suo fondamentalismo, accetta a monte il sacrificio della sofferenza, autoledendo il proprio equilibrio mentale e tendendo i propri nervi fino all’inverosimile. Poveri martiri del pallone. Per altro, noi romanisti il paradiso siamo ben lontani dal guadagnarlo, e non perché cattivi praticanti, semplicemente perché privati del lato buono di questa “sporca” faccenda: il sogno. Da troppo tempo, non bramiamo più un calciatore da acquistare, una coppa da alzare, un successo da benedire, una notte magica da celebrare. Ad oggi, la promessa celeste sublima nel miraggio di un nuovo manager, più che un salvatore della Patria, un Messia. Ma Gesù Cristo era esperto nella moltiplicazione dei pani e dei pesci e quand’anche Montali fosse altrettanto bravo, resta l’inopinabile legge matematica, secondo cui “qualunque cifra moltiplicata per zero darà sempre zero”. Altra attività promozionale, dunque, destinata solo a confermare la volontà dell’attuale proprietà di rimanere salda al timone della nave. Eppure non siamo spacciati; qualcosa ancora possiamo farla: possiamo, per esempio, augurarci che le vicende finanziarie di casa Staffoli, improvvisamente, invertano il trend drammaticamente negativo; che la Sensi riesca a vendere bene gli “asset strategici”; che le aziende di famiglia comincino a produrre ricchezze e non debiti; che Rosella faccia “sei” al Superenalotto. Già!, Perché, alla fine, il paradosso è proprio questo: il nostro “Corano” ci impone di auspicare la fortuna di chi, in questo momento, non fa la fortuna della Roma.