Gilardino e Mutu mettono in ombra i mali viola

Firenze, 23 feb. – Tre vittorie con Napoli, Bologna e Lazio. Poi la quasi sbandata di Marassi col Genoa (3-3), prima del soffertissimo e contestatissimo 2-1 di domenica al Chievo. Cinque partite e tredici punti. Un cammino da big, che dopo un gennaio nero (ko con Lecce, Milan e Juve) ha portato la Fiorentina al quarto posto in classifica a meno tre dal Milan. Numeri da fuoriclasse, questo è indubbio, che però raccontano una mezza verità. Perchè i punti raccolti dalla squadra di Prandelli dicono una cosa, le prestazioni l’esatto contrario. Un rebus per enigmisti di provata esperienza, che in questo momento si accontentano della soluzione senza farsi troppe domande. Un errore, perchè il problema è sotto gli occhi di tutti. Di Mutu («Se continua così non andiamo da nessuna parte»), come di Prandelli, che ha definito la sua squadra «scolastica e poco brillante», che fa «fatica a sviluppare gioco e velocità». Una situazione allarmante, quindi, che più o meno si è palesata nel momento in cui i viola hanno perso Santana per infortunio. Montolivo e Jovetic, infatti, schierati sulla trequarti, hanno deluso. E così con la Lazio è arrivata una vittoria immeritata, col Genoa un pareggio riacciuffato per i capelli (da 3-0 a 3-3 con un gol di Mutu a tempo scaduto), prima del contestato successo di domenica sul Chievo. Giunto in pieno recupero grazie a una rete del solito romeno, che non ha interrotto il gioco con un avversario a terra. Esattamente quello che era successo nella passata stagione a Palermo, quando sempre Mutu segnò con Guana fuori causa. Polemiche sul fair play a parte, la Fiorentina deve cominciare a pensare che le dea bendata, prima o poi, comincerà a guardare da un’altra parte. E in funzione di questo occorre correre ai ripari, magari accantonando il 4-3-1-2 per tornare al 4-3-3, modulo che in passato ha fatto la fortuna della Fiorentina e di Prandelli. Perchè i fatti dicono che a Firenze non c’è nessuno che può prendere il posto di Santana, e gli esperimenti (Jovetic e Montolivo) non hanno dato i frutti sperati. C’è poi qualcosa da rivedere anche negli uomini. In difesa, per esempio, dove Vargas appare sempre più spaesato, mentre la presenza di Pasqual si è sempre fatta sentire. Come quella di Felipe Melo a centrocampo, un leader che di recente è stato trascinato nell’anonimato da Montolivo e Kuzmanovic, in ritardo di condizione e quasi mai incisivi. Le uniche certezze di Prandelli arrivano dal reparto offensivo, dove Mutu e Gilardino hanno realizzato 27 delle 37 reti globali dei viola in campionato. Un bel bottino, che i due sperano di incrementare giovedì con l’Ajax in Coppa Uefa. Una partita da vincere dopo il ko del Franchi della scorsa settimana: «Noi ci crediamo sempre- ha detto proprio Gilardino- e contiamo di andare a Amsterdam per ribaltare il risultato. L’Ajax è giovane ma noi tecnicamente siamo superiori. Dobbiamo aggredirli subito- ha concluso- e non dargli tempo di pensare».

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