Lega Calcio: assemblea rinviata, Matarrese trema

La fumata non è stata nè bianca nè nera, la fumata non c’è proprio stata, e l’attuale presidente Antonio Matarrese trema, i presidenti ribelli stanno lavorando per insidiare la poltrona di Matarrese ma l’appoggio dei grandi non pare impaurire l’attuale presidente che comunque era convinto di farcela subito. L’assemblea generale della Lega Calcio che avrebbe dovuto eleggere il presidente è stata rinviata a data da destinarsi. L’elezione dovrà comunque avvenire entro il 6 marzo, data limite entro il quale deve essere eletto il presidente secondo le norme Figc. Uno stop per Antonio Matarrese che nelle ore delle vigilia sembrava sicuro di prendersi la conferma a capo della Confindustria pallonara. Invece, il fronte aperto da Maurizio Zamparini, ha avuto gli esiti sperati dal patron rosanero. E tutto è stato rinviato. Va detto che una delle critiche al popolare Tonino è il suo appiattimento ai grandi club. "Tanto varrebbe mettere direttamente Adriano Galliani, che ha sempre dato prova di grande professionalità, e far sì che si esponga in prima persona allora", è il pensiero dei ribelli. Che comunque chiedono una faccia nuova in Lega. Pensieri e concetti già detti e ridetti nel recente passato.
Ma più dell’uomo che verrà messo sulla poltrona di comando sono gli equilibri nel calcio che conta che verranno toccati pesantemente nei prossimi mesi. E’ su quello che ci sarà grande attenzione da parte di club grandi e piccoli. Non dimentichiamo che nel 2010 si tornerà alla contrattazione collettiva dei diritti tv. L’advisor Infront dovrà garantire quanto promesso nei mesi scorsi: ossia una raccola di 900 milioni a stagione per sei anni. Quasi cinque miliardi e mezzo di euro. Soldi pesantissimi, che garantirebbero una discreta tranquillità al nostro e che saranno divisi secondo criteri stabiliti (40% in parti uguali, 30% per bacino d’utenza, 30% attraverso i risultati sportivi conseguiti). Tutto molto bello, ma la favola non ha ancora scritto il lieto fine: la crisi economica si fa sentire nella nostra società e dalle belle parole Infront dovrà passare ai fatti superando le diffidenze delle televisioni in chiaro e non. Insomma, Rai, Mediaset (terrestre e Premium) e Sky sono avvisate.

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