L’Udinese blocca la rincorsa della Juve all’Inter

Macchè aggancio. È il Milan che per poco non prende la Juve, mentre l’Inter se ne va. Una sosta improvvisa ad Udine, 2-1, ed ecco ribaltato il significato bianconero dell’ultimo mercoledì di campionato: Inter leone, e classifica juventina retrocessa a -6, anzi a +2 sul Milan. «Chi raggiunge chi» è un gioco a perdere per la Juve. Resta bloccata nella foga da ultima chance dell’Udinese. Bel modo di rimettersi in gioco dopo 6 sconfitte nelle ultime 8 partite, quello di Marino: fermare la Juve, girare la frittata scudetto, e prendersi una notte da guastatore. Lui, mandante, e Quagliarella e Di Natale, esecutori. Alla faccia di Legrottaglie – sul vantaggio – di Grygera – sul raddoppio – e di Buffon, battuto nel giorno del suo 31esimo compleanno da un paio di angoli impossibili. L’uno a zero timbra il match: è il 20esimo minuto, Quagliarella fa polpette della marcatura di Legrottaglie e trova un angolo che nemmeno Buffon può coprire. Il gioco è ingolfato, con pochissimo ossigeno a disposizione. Non c’entra l’assenza di Del Piero. Alibi inesistente. Perchè è in mezzo al campo che si risolve gran parte della faccenda. Fa una faticaccia la Juve a togliersi d’impaccio nel 4-4-2 che gli ha incollato addosso Marino. Con un pressing adesivo, e un palleggio – tra D’Agostino, Inler e Asamoah – superiore in tutto ai manovali Sissoko e Marchisio. Ovvio che giocando di qualità, il gol arriva. E anche altre occasioni, anche se poi la mira sfasata rovina tutto. Al 13′, tanto per cominciare, Buffon è fortunato in parata su Zapata sotto misura. Dopo il gol è Giovinco che prova a smuovere un pò il copione bianconero, anche perchè Amauri ormai si dedica alle sportellate e poco altro. A ruoli invertiti, alla mezzora, la «formica» strappa un pallone sulla trequarti e lo serve al brasiliano senza nazionale e quello lo spedisce fuori di un bel pò. Visto l’andazzo, e i risultati dagli altri campi (a proposito era dal 9 novembre che Juve e Inter non giocavano in contemporanea…), Ranieri lascia il 4-4-2 a Marino e punta sul tridente: dentro Iaquinta, fuori Marchionni. Succede però che, pur in pressione, la Juve non riesca più di tanto a spaventare Handanovic. E dopo un attimo, è Di Natale a sprecare una bella palla servitagli da Asamoah: diagonale troppo stretto. 26 minuti per raccogliere appena un colpo di testa in anticipo di Grygera, alto. Allora l’Udinese prova a chiudere il conto. Di Natale si libera a sinistra, punta il povero Grygera e poi la mette a girare sul palo lontano: una cosa «alla Del Piero». Sembra finita. Ma di là c’è la Juve. Che ci mette 3 minuti a mettersi sul 2-1: Pasquale frana su Grygera in area, e il rigore c’è. Lo tira il redivivo Iaquinta. A proposito di redivivi, Ranieri a una decina di minuti dalla fine mette dentro pure Trezeguet (al rientro dopo 4 mesi). Ma il forcing è molle e il risultato già archiviato. Juve bloccata, Inter sganciata. Elastico teso. E Marino ha ancora un lavoro.

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