Potrebbero esserci anche telecamere per il monitoraggio interno e esterno nei nuovi campi rom previsti dal Comune. Il provvedimento, ancora in fase di studio per questioni tecniche, sarebbe adottato «per la tutela di chi ci abita – ha detto ieri Sveva Belviso, assessore alle Politiche Sociali a margine dell’incontro sui campi rom tenutosi in Campidoglio -, ci saranno persone che potranno essere inserite nei campi e altre che non potranno: la scelta spetta a Prefettura e forze dell’ordine».
A fare la differenza sarà una carta di diritti e doveri, che dovrà essere sottoscritta dai rom a garantire la volontà di rispettare regole precise, dal pagamento delle utenze all’obbligo di mandare i figli a scuola. Il mancato rispetto della Carta potrebbe portare alla revoca dell’autorizzazione rilasciata dal Comune, rinnovabile di anno in anno, fino a tre volte. O, addirittura, al provvedimento di espulsione. Sarà il rilascio dell’autorizzazione a garantire ai rom la possibilità di vivere negli insediamenti. Se le regole sono chiare, lo è meno la struttura dei campi. In ognuno sono previsti un presidio di vigilanza, affidato alla polizia municipale, e uno socio-educativo sanitario. «Negli insediamenti – per il sindaco Gianni Alemanno – devono stare solo quanti vogliono integrarsi e non devono esserci attività illegali». Ad oggi, i rom ufficialmente censiti a Roma sono seimilacinquecento, ma il numero reale è stimato in novemila. A far discutere sono ancora le aree dove sorgeranno le strutture. Il Prefetto ha inviato un appello ai municipi romani e ai comuni della regione per individuare zone disponibili. Un mese è il tempo per la risposta, ma per ora ci sono stati solo rifiuti e proteste. Il 22 gennaio, comunque, sarà presentato il piano definitivo.