No a Caracciolo, Curci parte?


Gianluca CurciL’asse Genova-Roma non si farà. Anche se la Samp glielo offrisse, la Roma non prenderebbe Caracciolo. Semplicemente, perché con Totti e Vucinic non ha bisogno di un terzo attaccante. Non sarà lasciato andare via a gennaio nemmeno Curci, se prima non sarà trovata una equivalente contropartita tecnica. Così risponderà oggi Daniele Pradè all’amministratore delegato della Samp, Giuseppe Marotta. Con cui parleranno di Curci, certamente. Ma anche di Caracciolo. Niente da fare, l’"Airone" resterà a Marassi perché a Trigoria sarebbe di troppo.
    Eppure, quando gli vengono lette le parole di Spalletti in conferenza stampa («Gianluca ha bisogno di giocare con continuità», ha detto il tecnico), a Marotta quasi non sembrano vere: «Sul valore di Gianluca non si discute. Il nostro cotitolare (Marotta non lo definisce il secondo, ndr) è Mirante, ma il ragazzo vuole avere più spazio e ci ha chiesto di andare via. A questo punto, la Samp è obbligata a trovare un’alternativa. Curci lo prenderemmo di corsa… Se vuole venire, qui può mettersi in mostra. Certo, deve giocarsi la maglia da titolare con Castellazzi». Ancora una volta, dunque, la Samp prova a bussare alla porta della Roma.
    Anche Caracciolo non gioca. Spiega Marotta: «Vede, farei distinzione tra le due cose. Caracciolo è un buon giocatore, ma con l’arrivo di Montella, con quello di Cassano e con il recupero dall’infortunio di Bonazzoli, non trova più posto. La Roma? Bisogna vedere se a Caracciolo può andare bene. Oddio, penso proprio di sì. Però andrebbe sentito lui. Ma non si è fatto vivo nessuno della Roma. A differenza della Lazio. Lotito me lo ha espressamente richiesto. Per quanto riguarda la Samp, con la vostra società abbiamo ottimi rapporti. E poi Spalletti lo conosco bene dai tempi di Venezia (di cui era ds nel 1999/2000, unica stagione del tecnico di Certaldo in Laguna, ndr)». C’è chi sostiene che la Samp voglia anche Barusso: «Veramente, mi risulta che il Genoa sia più interessata». Ma Curci, Barusso e Caracciolo potrebbero essere l’oggetto di una trattativa comune, magari studiando un giro di prestiti? «Sì, con la Roma si può fare questo tipo di discorso. Comunque, domani (oggi, ndr) chiamerò Pradè». Era stato fissato un appuntamento? «No – conclude Marotta – ho deciso di farmi vivo io».
    Le frasi di Spalletti su Curci hanno aperto un’autostrada che porta fuori dal Gra anche per Giuseppe Bonetto, che di Gianluca cura gli interessi assieme a Claudio Sclosa: «Concordo totalmente con quanto ha detto l’allenatore, se la Roma è sulla stessa linea. Dobbiamo valutare tutte le ipotesi che consentano a Curci di avere visibilità». La Sampdoria potrebbe essere un’ipotesi gradita a Gianluca? «Non voglio fare nomi». Anche se a Genova potesse giocare? «Mi sembra che vada maggiormente sottolineata l’importanza delle parole del tecnico. Se Spalletti dice che Gianluca ha bisogno di giocare, Curci deve essere atteso da titolare. Può andare solo laddove possa avere la possibilità di giocarsi un posto da primo portiere. Nessuna scelta sarà fatta prima di avere sentito sia la Roma, dato che Gianluca è un suo giocatore, sia il diretto interessato, naturalmente». Perché Trigoria possa dare l’ok definitivo alla partenza (in prestito, la società non correrà mai il rischio di perdere a titolo definitivo Curci), però, Spalletti dovrà avere delle garanzie tecniche per il sostituto. Garanzie che Julio Sergio Bertagnoli non offre. Se non dovessero arrivare, Curci non si muoverà dalla Capitale. Almeno, non a gennaio.

Da Ilromanista.it