La falsa partenza innervosisce la Roma

Rassegna Stampa – Corsera – Benedire o maledire la pausa per le partite delle nazionali? Non è facile, per la Roma, rispondere a questa domanda dopo il pareggio senza reti contro il Cesena all’Olimpico. Si ripartirà il 12 settembre, a Cagliari, in uno stadio sempre difficile per i giallorossi, e tre giorni dopo ci sarà il debutto in Champions League, a Monaco di Baviera, contro il Bayern che sarà privo di Robben (infortunato) e Ribery (squalificato). Due appuntamenti già molto importanti per una Roma che doveva partire sparata e che, invece, ha perduto 3-1 in Supercoppa italiana contro l’Inter, poi ridimensionata dall’Atletico Madrid nella Supercoppa europea, e pareggiato in campionato all’Olimpico contro una neopromossa.

Vantaggi e svantaggi della sosta, in pratica, si equivalgono. Sicuramente la squadra è atleticamente in ritardo e un po’ di giorni di lavoro a Trigoria faranno comodo. Troppi giocatori non sono brillanti per motivi diversi: Riise è un peso mediomassimo e ha sofferto un brevilineo come Giaccherini; De Rossi è reduce dal Mondiale e ha iniziato a lavorare dopo gli altri, non pare ancora in condizione ed è anche molto nervoso (nel dopopartita ha avuto una plateale reazione contro un giornalista); Pizarro, peraltro sempre tra imigliori, si è allenato sempre a parte per un problema al ginocchio; Adriano, sovrappeso, è fuori per almeno 30 giorni per un infortunio muscolare; Simplicio non è pronto atleticamente.

Il grande svantaggio, in una piazza come Roma, è che quattordici giorni di attesa tra una partita e l’altra sono molti. E in questo spazio si possono inserire molte polemiche. Sabato sera, per esempio, si sono già sentiti mormorii all’indirizzo di Vucinic. Lo stallo sul mercato in uscita (Doni, Julio Baptista, Cicinho, persino Loria) sta bloccando ogni tentativo in entrata: il West Ham vuole soldi veri per Behrami, la suggestione Marchetti non sembra l’ideale per una squadra che ha già speso 8 milioni per un difensore (l’indispensabile Burdisso) ma che continua a non avere una prima punta di ruolo. Molti tifosi, poi, vorrebbero chiarezza sul futuro della società, in vendita ma senza un compratore. Il prolungamento del contratto di Claudio Ranieri al 2013 è tutt’altro che vicino, perché da un lato il tecnico vede poche certezze e perché dall’altro non è normalissimo per una società in vendita legarsi per tre anni e per un costo di circa 20 milioni lordi. Di solito, chi arriva da fuori, preferisce portarsi i suoi uomini.

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