Di Francesco alle prese con una città  umorale

Roma é una città  di complicata comprensione. E non soltanto perchà© qui sembra che tutti possano fare sempre tutto, a loro totale piacimento e senza incorrere – il pi๠delle volte – in adeguate conseguenze. A Roma il senso di libertà  é un concetto troppo ampio, al punto che il dovere é quasi un optional e il diritto semplicemente un’opzione in pi๠per fare i propri comodi. Figuratevi, percià², che cosa puಠaccadere quando a Roma si parla di calcio, la tribuna pi๠popolare e pi๠accessibile per grandi e piccini, di ogni genere e passione. Roma e Lazio sono argomenti di discussione facili, comodi e su misura per il proprio ego. Tutti sanno, tutti dicono, tutti sentenziano. E i social, in questo, rappresentano uno strumento diretto e a costo zero. Ma non solo: tutti gli strumenti di informazione/comunicazione si sentano tirati in ballo. Ecco perchà© Di Francesco e/o Inzaghi diventano oggetto di discussione continua in un dibattito che non taglia fuori nessuno. Cosa l’allenatore della Roma viene accusato di essere vittima delle volontà  altrui, magari esagerando con i cambi di uomini e di modulo, e il suo collega della Lazio di non cambiare mai, di affidarsi sempre ai soliti noti, schemi compresi.

LE FALSE VERITà€ â€“ Che poi la verità  vera sia un’altra, poco importa. Oggi non contano le notizie vere, ma quelle verosimili. Quelle belle, cioé ad effetto. E se uno prova a sdirazzare, attenendosi ai fatti, alla realtà , corre il rischio di passare per un tonto disinformato. E a Roma il gioco di buttare il cervello all’ammasso é pi๠frequentato di un baretto a Ponte Milvio o Testaccio il sabato sera. Perchà© per un uomo non c’é nulla di pi๠vero di quello che pensa, anche se non corrisponde alla verità . Dico sempre quello che penso, il ritornello pi๠gettonato. E ci mancherebbe pure che uno dicesse una cosa che non pensa, verrebbe da rispondere. Ma é davvero cosa?

Quando si tratta di calcio tutto é lecito, permesso, accettato. E cosa EDF é diventato, anzi é tornato ad essere un brocco incapace e Simone uno che fatica pure a battere il Frosinone in casa. La verità  (che parolone…) é che Eusebio in alcune circostanze ha sbagliato e che la Lazio di oggi non gioca ancora come quella di ieri, ma da qui alla doppia bocciatura d’inizio settembre ce ne passa. A patto che uno non voglia speculare, anche solo dialetticamente, sulla classifica delle due romane, che insieme fanno i punti del Sassuolo. Certo, la realtà  dice questo ma sparare nel mucchio non porta alcun vantaggio. Porta, se mai, a un acuirsi della confusione, del vociare, delle chiacchiere. Del tutti sanno tutto. Il punto, perà², forse é proprio questo: a Roma si tira avanti millantando, conviene farlo, si ha l’interesse a farlo per evitare che venga scoperta la propria ignoranza. Magari dicendo quello che non si pensa.

(Il Messaggero, M. Ferretti)

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