CORSPORT: Roma, adesso la banca ha fretta

Le Sensi da Unicredit per le note vicende che riguardano la As Roma nell’ambito dell’esposizione che Italpetroli ha già da qualche anno. Un vero e proprio pressing di Unicredit sulle Sensi, dettato anche dalla scadenza della prima rata, già derogata, per il rientro del debito. As Roma-Italpetroli-Unicredit da questo "tridente" usciranno fuori le verità sul futuro giallorosso. 
Corriere dello sport – Il tempo è scaduto, diamoci una mossa. Poche parole che possono avere un peso determi­nante sul futuro societario della Roma. Perché a dirle, ieri mattina, a Roma, è stato il dottor Pao­lo Fiorentino, numero due di Unicredit, l’Istituto bancario creditore di circa 280 milioni di euro nei confronti di Italpetroli, con­trollante la Roma calcio, che non ha saldato la rata del 31 dicembre scorso e che tra trenta giorni cir­ca avrà un’altra rata da onorare. Il dottor Fiorentino le poche paro­le, e pure parecchio altro, le ha dette alle tre sorelle Sensi, il pre­sidente della Roma dottoressa Rosella Sensi, Maria Cristina e Silvia che, dopo convocazione, si sono presenta­te accompagnate dall’avvocato Gianroberto De Giovanni, cioè il legale che da sempre, per la fa­miglia, si occupa delle trattative nate, negli ulti­mi anni, attorno alla possibile cessione della Ro­ma. Insomma, Unicredit ha fatto quello che ci si aspettava da tempo, è entrata in gioco e lo ha fat­to sapendo di avere tutte le carte.
Cosa farà adesso la fa­miglia? La situazione tutto è meno che semplice, soprattutto da un punto di vista economico, come confermato, in riferimento specificatamente alla Roma calcio, dalla relazione mensile successiva al Cda di ieri. In cui, tra molte cose, si certifica co­me la posizione finanziaria netta consolidata (cioè il cash in cassa) sia scesa (al 30 aprile) a 18 milioni e mezzo (da 31,7). E allora? Allora il sug­gerimento, diciamo così, della Banca dovrà esse­re tenuto in considerazione (altrimenti potrebbe essere la stessa Unicredit a decidere in prima persona). Si cercheranno dunque partner, ma è una via che i Sensi stanno percorrendo da tempo senza risultati. Oppure, magari forzando la mano, si deciderà di incontrare Fioranelli, verificare l’esistenza del cash garantito dall’agente Fifa, e, una volta verificato, prendere. O, terza alternativa, quella preferita da Unicredit, si dovrà cercare un altro acquirente. Chi? I nomi che oggi si possono fare sono quelli di un fondo libico riconducibile a Gheddafi (che sarà a Roma il 10­ 11 giugno per una visita di Stato), in alternativa quello dell’impren­ditore libanese con passaporto americano Roger Tamraz (Tamoil e tanto altro, da tempo ha espresso la volontà di acquistare l’in­tera Italpetroli). Terza ipotesi l’imprenditore ro­mano e romanista Francesco Angelini, non da so­lo, ma in società con qualcun altro, compresi i due precedenti. Ma di questo è presto per parlar­ne. Oggi il fatto è che Unicredit ai Sensi, di fatto, ha detto di vendere la Roma. Altrimenti… 

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