Conferenza di Spalletti e Mancini pre-Sporting

La conferenza stampa a Lisbona di Luciano Spalletti, allenatore della Roma, e Alessandro Amantino Faiolhe "Mancini", esterno d’attacco giallorosso. I due protagonisti anticipano – direttamente dallo stadio "Alvalade" – la sfida di domani contro lo Sporting, valevole per la quarta giornata di Champions League. In onore di Nils Liedholm, prima della partita, verrà rispettato un minuto di silenzio e la Roma giocherà con il lutto al braccio.

LE PAROLE DI SPALLETTI

Chi vede favorita tra Roma e Sporting Lisbona?
Loro hanno qualche obbligo in più, anche se per noi è fondamentale questo risultato.
Vincere potrebbe dare alla Roma la certezza della qualificazione e dare alla Roma la possibilità di giocare in Campionato. Possono essere due motivi per essere più cattivi sotto porta?
Vincere sarebbe un grande salto in avanti. Noi ci proveremo, le intenzioni debbono essere quelle, ma dovremmo tenere conto anche dello Sporting. La partita è difficile, ma poi è altrettanto chiaro che se noi riuscissimo a fare risultato, riusciremmo a dipanare i dubbi recenti.
L’atmosfera della Champions League, può garantire una soglia di attenzione per tutta la partita?
E’ chiaro che l’attenzione va per ogni partita che andiamo ad affrontare, ma è chiaro che in questa competizione qualcosa di più la respiriamo. Può essere corretta questa sua analisi, ma se vediamo la gara di Empoli, ci sono stati due episodi a decidere la sfida. Io ho fiducia nei miei ragazzi, anche per gli errori riconosciuti dopo la partita di domenica.
Vucinic è passato dall’esaltazione alle critiche: in questo momento come lo vede?
Prima della partita di Empoli era euforico per il contributo che aveva dato. Dopo quella gara, era dispiaciuto. Lui deve sapere che le situazioni possono andare bene e andare male, deve restare tranquillo che da noi avrà sempre la massima fiducia. Per lui non sarà un problema giocare tante partite in serie, deve solo stimolarlo a fare bene.
Si ha la sensazione che la Roma stia ancora cercando un punto di equilibrio tra la praticità e la bellezza. In questo senso ha lavorato?
No, non ho lavorato in nessun senso. Non c’è stato tempo. Dirò qualcosa stasera e domani mattina. La sua analisi va su una partita condizionata dagli episodi. E’ vero che la squadra doveva stare dieci metri più avanti, ma è anche vero che ha avuto delle occasioni per chiudere i conti e non l’ha fatto. C’è stata solo casualità.

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LE PAROLE DI MANCINI

Chi vedi favorito in questa sfida?

Non c’è un favorito, entrambe le squadre giocano bene.
Dopo la notte magica di Lione, ti ritrovi a giocare un’altra partita importante in Champions. Senti che puoi tornare al gol anche in questa competizione?
Il momento mio è particolare: ora riesco a giocare bene. A Lione fu una serata fantastica, ma ora è passata. Speriamo di vincere questa volta, almeno potremo essere più sereni.
Molti sostengono che non sia contento quando vieni sostituito. E’ vero?
Il fatto che il mister mi sostituisca, non può far piacere. Ma il mister è un comandante, decide lui, e io lo accetto.