Conferenza stampa di Ludovic Giuly

Ludovic GiulyUn bilancio iniziale di questa avventura nella Roma
“Sono stato accolto molto bene dai giocatori e dallo staff tecnico, per me è una nuova sfida ovviamente puntiamo a vincere il titolo e abbiamo le carte in regola per farlo”.

Cosa pensi del calendario della Roma?
“All’inizio non sarà semplice incontreremo le squadre principali, anche la prima di campionato la giocheremo a Palermo bisognerà lavorare bene da subito”.

Il Derby infrasettimanale
"In effetti trovo un po’ strano di giocare i Derby in mezzo alla settimana. In Spagna e in Francia queste partite si giocano il sabato sera sarà un peccato perché molti tifosi non potreanno venire".

Champions League
“Ho avuto la fortuna di partecipare a questa grande esperienza ho seguito anche il cammino della Roma l’anno scorso penso che ci sia la possibilità di arrivare in fondo, bisogna aspettare i sorteggi”.

Differenze tra Totti e De Rossi
“Ogni giocatore è diverso e ha qualità diverse. Oggi sono qui per imparare nuovi stili, nella Roma c’è molto lavoro di squadra, i miei compagni si conoscono da tempo e sanno giocare bene insieme e sfruttare al massimo le proprie qualità e io sono qui proprio per imparare”.

Perché hai scelto la Roma?
“Per lo staff tecnico per la Società. Il presidente e l’allenatore mi volevano anche per il mio stile perché mi identifico molto nel gioco che piace al Mister basato sulla velocità, profondità”.

Preferisci giocare dietro una punta o sugli esterni?
“Io sono abituato a giocare a destra ma da quando sono qui ho provato in tutte le posizioni. Dietro Totti posso giocare ma ho bisogno di allenamento per ricreare gli automatismi necessari sono qui per imparare e capire quale sarà il ruolo migliore per me”.

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Cicinho
“Non lo conosco molto bene ma è sicuramente un gran giocatore, se verrà sarà sicuramente il benvenuto”.

Si dice che per venire qui hai preso un aereo privato, ci puoi spiegare come è andata?
“In effetti sono partito da Barcellona. Io volevo concludere dal prima possibile e volevo iniziare il ritiro da subito con tutti senza saltare un giorno così ho incontrato il Presidente del Barcellona gli ho fatto un po’ di pressione ho aspettato il pomeriggio per il si poi ho preso l’aereo e a mezzanotte ero qui”.

La difficoltà maggiore che hai avuto nel gioco di Spalletti?
“Ci vuole tantissimo lavoro non ero più abituato a un lavoro così fisico. In Spagna era diverso mentre in Francial’allenamento era simile. Il suo gioco mi piace molto, un altro aspetto che non avevo approfondito è quello tattico e quindi bisogna ripartire dalle basi.

Le differenze tra Spalletti e Rijikard?
“Ci sono delle differenze tattiche. Rijikard lasciava più libertà ai giocatori ma tutto si concentrava sul pallone. Spalletti ha uno stile diverso, basato più sulla fisicità e ti fa ripetere più volte gli schemi, mi piacciono entrambi”.

A Roma hai ritrovato Nonda eravate compagni già quando giocavate nel Monaco
“Nonda è un giocatore molto forte si vede dagli allenamenti. Lo trovo ancora più potente e sicuro ha  fatto dei progressi”.

Cosa è successo tra te e Domenech e perché non hai ancora avuto fortuna in Nazionale?
“La domanda dovrebbe essere fatta a lui. Io credo di aver fatto il possibile se non è così probabilmente non rientro nei suoi piani”.

E’ vero che avevi il poster di Micheal Jordan in camera da piccolo? Hai ancora la passione per il basket e conosci qualche squadra di basket italiana in particolare la Lottomatica?
“Da giovane il mio idolo era Jordan mi faceva sognare. Il basket italiano non lo conosco assolutamente mi piacerebbe conoscerlo ho come amico Parker. Voglio comunque conoscere questo campionato e scoprire la squadra di Roma”.

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Venendo alla Roma hai trovato la stessa mentalità vincente nei compagni o c’è qualcosa da imparare?
“Sicuramente si. Tutti noi vogliamo vincere dei titoli i giocatori sono forti e ho ritrovato la mia stessa competitività.  Manca proprio un titolo e ci impegneremo per vincerlo”.

C’è il rischio anche qui a Roma di trovare tanta concorrenza come nel Barcellona?
“Il motivo per cui ho lasciato il Barcellona è perché la concorrenza lì non era molto sana. Ho lasciato perché mi piace combattere per le cose, so che qui posso competere con i miei compagni e dimostrerò quanto valgo sul campo”.