Andreotti: “I Sensi meritano rispetto”

Il senatore a vita Giulio Andreotti ha commentato, ai microfoni di Gr Parlamento, la possibile cessione della Roma: «Abbiamo un bel proverbio qui a Roma. Il peggio non è mai morto. Il cambiare non è necessariamente sinonimo di cambiare in meglio. Se uno zoppica da un piede non è bello, ma se uno poi si deve mettere seduto perchè zoppica pure dall’altro è ancora peggio. Ho un grande rispetto per i Sensi. In fondo sono loro che hanno tirato fuori i soldi». Poi, riferendosi a Spalletti: «Ha una grande pazienza di non mandare a morire ammazzate tante persone, che comodamente sedutegli vogliono dare lezioni». Infine, un’apertura a possibili investitori: «Il capitale è un conto, la squadra è un altro. Se la squadra è composta bene e allenata bene, poi, se la proprietà è dell’uno o dell’altro a me non interessa niente».

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10 commenti su “Andreotti: “I Sensi meritano rispetto””

  1. ahahahahah il gobbo ladrone mafioso che ci dice quello che dobbiamo fare . a giulio guarda che non siamo piu nel 1990 svegliaaaaaaaaaaaa

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  2. premesso che il sen.Andreotti ha titolo di parlare della Roma in quanto Romanista, occorre ricordare che le sue affermazioni spesso devono essere lette in modo indiretto; il rispetto per la famiglia Sensi è dovuto e nessuno lo nega e questa è una premessa con la quale, lodando e ringraziando quanto fatto finora dalla presidente, vuole forse rendere più cortese ma non di meno pungente il resto del discorso ove afferma: “…Se la squadra è composta bene e allenata bene, poi, se la proprietà è dell’uno o dell’altro a me non interessa niente” .Questo è un esempio di sillogismo in cui la seconda premessa non è stata esplicitata, cioè si parte da una premessa (la situazione condizionante “se la squadra è composta bene e allenata bene”), a cui dovrebbe seguire la seconda affermazione condizionante (“…la Roma è una squadra composta e allenata bene”) allora se sono vere queste premesse la sintesi espressa da “è indifferente chi sia il proprietario” ne è la loro logica conseguenza. Tuttavia, aver nascosto la seconda premessa ci porta anche a pensare che in realtà il senatore lì si sia posto un dubbio (“la Roma è una squadra composta e allenata bene??”), e così rendendo non assolutamente vera la seconda situazione condizionante ha reso non vera la deduzione finale, per cui in realtà egli pensa che non sia indifferente la proprietà della asRoma.
    Senatore perdoni il mio ragionare in modo obliquo, ma lei è stato un maestro di retorica e ci ha insegnato che “a pensare male si fà peccato ma si indovina sempre (o quasi).
    Un caro saluto e comunque FORZA ROMAAAA

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  3. praticamente ha detto rispetto per i Sensi penso + per Franco che per la figlia però se escono di torno è uguale basta di avere una buona squadra

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  4. pensa alla politita e non interessarti alla magica perche’ non l’hai mai fatto quindi i tuoi commenti no grazie ricordati quando comandavi su tutto la roma non l’hai mai considerata ROSSELLA VATTENE. morirei per la magica :18:

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  5. Se R. Sensi lascia ora perderebbe la possibilità di fare lo stadio nei SUOI TERRENI e non gli và di perdere un sacco di soldi, perchè oltre lo stadio nascerebbe una cittadella, se fosse solo la vendita della Società da mò che avrebbe venduto

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  6. andreotti con tutti i soldi che ha (che sono molti ma molti di più di quelli conosciuti) avrebbe potuto fare una grande Roma. Il fatto è che aveva altro da pensare… perciò non ha titolo x commentare

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  7. Il rispetto (soprattutto a FRANCO) non si toglie a nessuno nemmeno ad un nemico in guerra.
    Qui si tratta solo di capire che non si hanno più i mezzi e (nella testa di qualcuno) la voglia di andare avanti.
    Quindi che dobbiamo fare ?

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  8. Appunto, hanno tirato fuori i soldi e mo so finiti !!!
    Un presidente di una squadra di calcio senza sordi è come una macchina senza benzina andò va ?!!

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