La Lazio non sa più vincere e il Toro spera

Eppur si muove. Dopo quattro sconfitte consecutive la Lazio incamera un punticino che le evita per un soffio di essere travolta anche dal Torino. All’Olimpico di Roma finisce 1-1, fra contestazioni dei tifosi verso la società biancoceleste e recriminazioni varie. Forse è un punto che può risollevare una squadra in piena crisi di risultati e con una classifica che ormai non parla più di Europa. Un pareggio tutto sommato buono, il quinto in cinque gare, per il Torino alle prese con un ambiente in fermento per l’arrivo sulle scene di Raffaele Ciuccariello, l’imprenditore (detto anche Mister X) che vorrebbe rilevare il club granata dalle mani di Urbano Cairo. Oltre all’aria pesante che si respira a Formello, Delio Rossi deve fare anche i conti con le assenze per squalifica e infortunio di Zarate e Ledesma, in una Lazio priva di argentini vista la panchina a cui il tecnico ha costretto ancora una volta Carrizo. Con Foggia a completare il tridente composto da Rocchi e Pandev, la Lazio non è mai sembrata in vena di impostare attacchi concreti alla porta dell’ex Sereni. Il Torino, con Rosina in appoggio all’unica punta Ventola, non è stato da meno e, al posto della fase offensiva, si sono visti tanto controllo e difesa attenta. Di conseguenza, poche occasioni per i due portieri di mettersi in mostra. Qualche tentativo sui piedi di Kolarov (che Saccani ricorderà per il colpo ricevuto in pieno volto, tale da lasciarlo stordito per un paio di minuti) e calci piazzati a non finire, forse l’unica strada per entrambe le squadre di arrivare direttamente in porta. Rocchi ci prova con un sinistro da centroarea, ma il tiro viene respinto. Così, alla prima vera occasione, è il Torino a trovare il gol del vantaggio. Rinvio sbagliato di Dabo, Abate anticipa Matuzalem e conclude in rete dal limite. È il 37′ di gioco, la Lazio accusa ma tenta la reazione con una conclusione di Kolarov e la grande occasione al 44′ per Siviglia, il cui tiro viene però bloccato da Sereni. Si passa al secondo tempo e le cose per i biancocelesti sembrano migliorare. Al 13′ Kolarov imbecca Foggia che dal limite cerca di centrare l’obiettivo, ma Sereni si salva in uscita. Anche Mauri, entrato al posto di Dabo in avvio di ripresa, si rende protagonista con un sinistro che sfila di poco a lato. Il Torino, da parte sua, si porta in avanti con i lanci lunghi della difesa per Rosina, ma il fantasista granata è pescato più volte in fuorigioco. Si prosegue con questi ritmi fino a quando un pizzico di fortuna arriva a dare una mano alla Lazio. È il 30′: cross di Rocchi in area, Mauri interviene cercando la rovesciata ma il suo tocco diventa un assist perfetto per la testa di Siviglia. Uno pari, con il difensore beccato dai propri tifosi per una esultanza non gradita (chiederà poi scusa al termine della gara). Le azioni pericolose del Torino praticamente non esistono più, se si eccettua un tiro completamente fuori bersaglio da parte di un evanescente Ventola. La Lazio invece prova a conquistare i due punti in più: Rossi inserisce anche Simone Inzaghi per Pandev ma si conclude tutto con Rocchi che impegna Sereni in una parata a sventare il pericolo. Il Torino ha almeno il merito di aver fatto buona guardia, i biancocelesti si arrendono al pareggio sperando che sia stata posta la prima pietra per una rinascita dopo i fuochi d’artificio di inizio campionato e il buio profondo con una vittoria che manca da circa un mese.

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