Roma, tre urla da Champions

Tre gol bellissimi per tre punti fondamentali. La Roma vince lo “spareggio” Champions contro il Genoa sfoderando una prestazione dei giorni migliori. E’ stata una partita complicata, finita con un espulso per parte (Taddei e Sculli) e con l’allontanamento dell’allenatore rossoblù Gasperini allo scadere del primo tempo. Da manuale l’azione orchestrata al 26’ da Totti e Perrotta per il gol di Cicinho; da cineteca il raddoppio di Vucinic e il 3-0 di Baptista. Ma è stata la prestazione di tutti (o quasi, leggi un irritante Aquilani) i giallorossi a far ben sperare nella rincorsa al quarto posto ora occupato dalla Fiorentina.
La brutta notizia per Spalletti è l’infortunio di Cicinho, crollato a terra con un ginocchio gonfio due minuti dopo aver finalizzato l’assist di Perrotta. Il brasiliano è uscito in barella facendo temere il peggio, anche se più tardi la prima diagnosi (brutta distorsione) ha un po’ alleviato la preoccupazione. Dalla tegola caduta su Cicinho Spalletti ha tratto un’indicazione confortante: l’esordio di Motta è stato coi fiocchi.
Tre punti speciali, dunque, alla fine di una sfida contro un Genoa tosto e cattivo. La squadra di Gasperini corre a velocità supersonica, raddoppiando sempre sui portatori di palla e verticalizzando attraverso le “ali” Jankovic, Sculli e, per vie centrali, con Thiago Motta. Cattivi, i liguri, perché nel loro repertorio c’è il fallo tattico spesso, per la foga, vistoso. Su un fallaccio commesso al 42’ da Vanden Borre su Brighi scatta il sacrosanto “giallo” che fa saltare i nervi a Gasperini, mandato via da Rocchi. La partita la Roma l’ha ipotecata in avvio di ripresa: De Rossi taglia il centrocampo genoano come il burro e sforna un lancio di 25 metri per Vucinic che, di sinistro al volo, mette a rischio-crollo l’Olimpico. Strada in discesa? No, perché Taddei, al 54’, rifila una manata a Criscito: secondo giallo e Roma in 10.
Il Genoa mette Palladino per un difensore (Bocchetti), Spalletti butta nella mischia i muscoli di Baptista. La Bestia ci mette la fisicità, ma se la Roma regge è anche per un Brighi straordinario. Se si aggiungono la reattività di Doni, la spietatezza di Juan e Mexes (che cancellano Milito) e il solito maestoso De Rossi, ecco che si capisce perché i giallorossi riescono a tenere a bada i rivali. All’ultimo minuto di recupero, poi, c’è il tempo per godersi Baptista che spolvera l’incrocio dei pali alla sinistra di Scarpi. Un gol da urlo, come la Roma di ieri.

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