Amauri: “Amo il mio Brasile, ma decide la Juve”

TORINO – Si infittisce la telenovela Amauri dopo il “no” della Juve alla convocazione del ct del Brasile Dunga per l’amichevole con l’Italia di martedì 10 a Wembley. L’attaccante bianconero, sospeso tra l’azzurro e il verdeoro, ieri ha ottenuto un giorno di riposo. «La mia preferenza va alla Seleçao, ma sono costretto a rispettare le decisioni della Juve», la versione di Amauri riportata dal sito brasiliano esporteinterativo.Il bomber avrebbe anche dichiarato che la decisione definitiva verrà presa soltanto oggi, dopo un incontro con i dirigenti bianconeri.
La posizione della Juve è chiara: «E’ troppo tardi – aveva detto Cobolli Gigli – la richiesta del Brasile è arrivata fuori tempo massimo. Amauri resterà qui con noi in un momento in cui tutti abbiamo bisogno di restare uniti. La scelta è della società e non del giocatore. Non vorrei mettere in mezzo Amauri»
Prima delle dichiarazioni d’amore verdeoro, sembrava aver accettato di buon grado l’idea di farsi da parte nella contesa, usare la Juve come copertura e rimandare di un altro po’ la scelta di vita. Magari in attesa di un benedetto passaporto italiano. La chiamata della madre patria quale sostituto dell’infortunato Luis Fabiano non lo entusiasma.
Amauri, infatti, teme di bruciarsi per sempre la possibilità di giocare con la maglia azzurra. Perché, se per Dunga è il settimo, forse l’ottavo attaccante, la riserva della riserva della riserva, nei sogni di Lippi, Amauri è sempre titolare.

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