Tutti a terra, Alitalia non decolla

Mentre a Palazzo Grazioli il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrava la delegazione della Lega per discutere del futuro di Alitalia, Fiumicino veniva paralizzato dalle assemblee dei lavoratori di terra della Compagnia. Per lo scalo della Capitale è stata una giornata disastrosa: sono stati cancellati almeno 135 voli fra arrivi e partenze su un totale di 350. Pesantissimi i disagi per i viaggiatori e, come avviene in questi casi, altri ne seguiranno poiché si creano dei problemi per i bagagli e per le coincidenze difficili da risolvere. Molti passeggeri hanno protestato, i lavoratori in agitazione hanno difeso la loro posizione: «Chiediamo scusa, ma bisogna avere pazienza, noi difendiamo i nostri posti di lavoro». I sindacati sostengono che le assemblee sono legittime, programmate per tempo e non possono essere scambiate per atti illegali. Il sindacato autonomo Sdl ha intanto programmato per il 19 gennaio il primo sciopero di 4 ore (dalle 10 alle 14) della nuova Alitalia. All’incontro fra il premier e Umberto Bossi hanno partecipato anche il sindaco di Roma Alemanno e quello di Milano Moratti. Il numero uno della Lega Nord ha lasciato la residenza del capo del governo dopo due ore affidando il commento ad una nota: «Prendiamo atto che la scelta del partner di Cai non è ancora definitiva di fronte a una manifestata volontà di Lufthansa; senza considerare Milano come un hub, la nuova compagnia è destinata al fallimento». Lunedì, però, dovrebbe riunirsi il cda di Cai e l’accordo con i francesi sembra scontato.

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