A Stek non piacciono Diamanti


Qual’e’ il portiere che puo’ reputarsi forte? c’è quello che subissato da tiri in potra compie tante parate ma prende comunque almeno uno o due gol. C’è quello invece che viene chiamato in causa poche anzi pochissime volte e compie delle vere e proprie prodezze lasciando la propria squadra con zero gol subiti. Questo secondo tipo di portiere è decisamente meglio,infatti, per un estremo difensore è assai difficile compiere grandi parate quando si subiscono pochi tiri in porta. A rappresentare questo prototipo è il nostro portierone olandese Stekelenburg.

L’ex Ajax finalmente è riuscito a dimostrare il suo valore nelle ultime due trasferte vittoriose a San Paolo, e soprattutto quella di Bologna, dove è riuscito a confermare la tesi sopra esposta: nel primo tempo solo ordinaria amministrazione con qualche bella uscita, nel secondo tempo, invece, miracolo su Diamanti che con una bella conclusione esalta i riflessi felini di Stek che devia a lato col braccio destro tosto come roccia, e poi ancora bella parata su diagonale rasoterra da fuori di Morleo dove si allunga nonostante la sua altezza.

La Roma dopo anni di purgatorio nel ruolo di estremo difensore sembra aver trovato il paradiso grazie all’olandesone Stek.

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14 commenti su “A Stek non piacciono Diamanti”

  1. E’ vero che qualche erroruccio l’ha fatto. Pero’ le qualita’ non si discutono e soprattutto ha il migliore preparatore dei portieri al mondo: Tancredi. A breve sara’ implacabile.

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  2. sembra un bel portiere, ma lo voglio vedere quando è bersagliato dai cecchini delle grandi squadre.. ancora voglio capire di che pasta è fatto..

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  3. scusate non centra nulla ma volevo condividere sta cosa con voi…Calciopoli,investigatore rivela ” Troppi buchi nelle intercettazioni”(ecco uno stralcio dell’intervista:
    alcune intercettazioni non sono finite nell’inchiesta, nelle indagini. Un’anomalia?
    «C’erano perché ci sono le registrazioni. La cosa un po’ anomala è il server delle intercettazioni. E’ in Procura, a Roma, a Piazzale Clodio. Quando c’era qualche problema, e capitava spesso, telefonavamo a chi era in Procura: “Guarda, la postazione 15 qui non funziona, che è successo?” “Vabbé adesso controllo….”. Dopo un po’ richiamavano da Piazzale Clodio: “Ti ho ridato la linea, vedi un po’”. Andavi a controllare, magari avevi finito alla telefonata 250 e ti ritrovavi alla telefonata 280. E le altre 30? “Me le so perse…”».

    Chi contattava il responsabile del server a Piazzale Clodio?
    «Non ci parlavamo solo noi, c’era anche il responsabile della sala. Ci parlava Auricchio, ci parlava Di Laroni…».

    E’ tecnicamente possibile non intercettare un’utenza sotto controllo per un determinato periodo di tempo?
    «Tranquillamente. Tu stacchi il server e la cosa si perde».

    Torniamo alle telefonate alle quali avevate messo i baffetti rossi: non sono finite nell’inchiesta.
    «Evidentemente non ci dovevano andare, che devo dire…. Non lo so questo. So soltanto che quello che veniva fatto, veniva fatto per costruire. Poi io ti porto il materiale, t’ho portato il mattone ma se tu non ce lo metti, sto mattone..».

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