Canone RAI: l’esercito dei furbetti

Che l’Italia, oltre ad essere patria di santi, poeti e navigatori, fosse anche la patria dei furbetti, lo sapevano in tanti. Ma che addirittura un italiano su quattro «dimentichi» di pagare il canone Rai, lo sapevano tutti. A svelare il segreto di Pulcinella è stata la Corte dei Conti, nella relazione sul risultato del controllo relativo alla gestione finanziaria della Rai dal 2002 al 2007.
Gli introiti mancati, ovvero i denari che invece di andare alla Rai restano nelle tasche dei furbetti, secondo la magistratura contabile ammontano a 450 milioni di euro. Una cifra enorme, se si considera che il costo totale dei programmi nel 2007 è stato di 191 milioni, che i finanziamenti della Rai provengono per il 54,23% dal canone e che la crisi porterà meno finanziamenti all’azienda tramite la pubblicità (attualmente al 39,35%). Per la Sezione controllo Enti, «i risultati della gestione economico-patrimoniale della Rai denotano una scarsa propensione dell’azienda alla realizzazione di margini di reddito sufficienti alla costituzione di un valore patrimoniale adeguato».
«Il dato del 25% è falso per due motivi – attacca l’Aduc, l’associazione diritti utenti e consumatori, che ha lanciato la campagna “Disdici il canone Rai” – non è vero che tutti coloro che non pagano sono evasori fiscali, ed è ignorata l’evasione del canone speciale, ovvero quello dovuto alle imprese, che si aggira intorno al 95%». Sempre secondo l’Aduc, la Corte dei Conti «dopo aver obbligato la Rai a pubblicare su Internet i compensi per le consulenze esterne, non si accorge che l’obbligo non viene rispettato. In questo modo si rende complice dell’illegalità dell’azienda». (Da LEGGO)

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