Alemanno: “Veltroni ci ha lasciato un buco da quasi 10 miliardi”

È di 9 mld e 600 milioni il buco lasciato in eredità dalla giunta Veltroni alla giunta di Gianni Alemanno, «di molto superiore a quello dichiarato ufficialmente». Lo ha sottolineato lo stesso sindaco di Roma, intervenuto questa mattina, a «Panorama del giorno», la rubrica di Maurizio Belpietro in onda all’interno di «Mattino Cinque», su Canale 5, dal lunedì al venerdì, alle ore 9.35 circa. «Tra una o due settimane -ha detto il sindaco- uscirà la due dilegence fatta dalla Ragioneria generale dello Stato che testimonierà queste cifre e, grazie allo stanziamento del governo, siamo riusciti ad elaborare un piano di rientro che finalmente dopo quindici anni mette sotto controllo questo debito e lo fa progressivamente riassorbire. Ci vorranno molti anni però. Attraverso questa realtà andiamo verso un risanamento completo del Comune di Roma». «Queste cifre -ha spiegato- sono attestate dalla gestione commissariale in cui c’era, c’è, una terna costituita da un consigliere di Stato, un consigliere della Corte dei Conti, una persona della Ragioneria generale dello Stato; sono dati certi. Veltroni può fare tutte le polemiche vuole, però sia sulla questione criminalità sia sul versante del debito le cifre parlano chiaro e in maniera inequivocabile, da questo punto di vista -ha aggiunto- noi stiamo tagliando innanzitutto le spese di consulenza, che erano circa di 15 milioni l’anno, durante il periodo Veltroni. Noi le abbiamo ridotte a zero. Stiamo tagliando quelle che sono il meccanismo di spesa in maniera da fare una centrale unica di acquisti, tipo Consip, in maniera tale da ridurre pesantemente questa spesa. Stiamo riducendo il Gruppo Comune di Roma, cioè tutte le società collegate che devono essere ridotte almeno del 50 per cento. Stiamo cercando di fare in modo di recuperare tutti i soldi che non venivano riscossi in termini di elusione, evasione fiscale sull’Ici, sulla Tari, su tutte le altre realtà». «Abbiamo trovato -ha concluso Alemanno- una situazione totalmente abbandonata a sè stessa, dal punto di vista delle entrate e delle uscite. Stiamo lavorando su questo per fare in modo di realizzare il risanamento, senza aumentare le tasse ai cittadini romani».

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