Per giugno idea Gilardino


Il colpo grosso arriverà a giugno e sarà un attaccante. Indipendentemente dal rinnovo di Mancini e da come si risolverà la comproprietà di Vucinic. La Roma ha individuato l’obiettivo per il prossimo calciomercato, che dovrà essere un bomber, un attaccante in grado di finire la stagione in doppia cifra. Non un vice Totti, insomma, ma uno in grado di mettersi sulle spalle tutto l’attacco in caso di necessità. Uno come Alberto Gilardino, che a fine stagione con ogni probabilità andrà via dal Milan. Perché a Milanello gli attaccanti sono tanti, e perché Ancelotti pur avendo a disposizione Inzaghi, Ronaldo, Pato e Kakà continua a cercare Amauri, che potrebbe soffiare il posto a Gila non solo in rossonero ma anche in maglia azzurra se sarà naturalizzato in tempo. Gilardino questo lo ha capito, e chiederà di cambiare aria. «Il Milan non ha nessuna intenzione di cedere Alberto» ha detto Beppe Bonetto, il suo procuratore. Dichiarazioni obbligate, a questo punto della stagione. A fine anno però le cose possono cambiare sensibilmente.
    E la Roma tra le pretendenti è in prima fila. Molto più della Fiorentina che farebbe carte false per averlo, anche offrire in cambio Sebastian Frey ai rossoneri in cerca del successore di Dida. A Firenze Gilardino ritroverebbe Prandelli, che lo ha lanciato a Parma e che nell’estate del 2004 lo avrebbe volentieri portato a Roma. Poi non se ne fece più niente e dopo un altro anno in Emilia andò al Milan. Il tetto degli ingaggi della società viola (1 milione e mezzo di euro), però, non favorisce l’operazione. Alberto infatti a Milano guadagna molto, più di tre milioni netti a stagione, cifra che la Roma potrebbe raggiungere riservando al centravanti di Biella il trattamento Mexes (2 milioni e mezzo più i premi), un ingaggio da top player, lo stesso offerto a Mancini.
    D’altronde Gilardino non è uno qualsiasi. Per lui parlano i numeri e il suo curriculum. Campione del mondo insieme a Totti, De Rossi e Perrotta nel 2006, Campione d’Europa Under 21 due anni prima e medaglia di bronzo alle Olimpiadi diAtene, ma soprattutto 92 gol in serie A, 111 in totale comprese le coppe. Numeri da attaccante di razza. Per questo la Roma ci sta pensando. A rendere meno complicata l’operazione gli ottimi rapporti tra il Milan e la Roma, ribaditi negli ultimi tempi sia dall’amministratore delegato giallorosso Rosella Sensi sia da Galliani ma anche da Pier Silvio Berlusconi, che ha risposto a una domanda su un presunto interesse per LucianoSpalletti. «I rapporti con la società giallorossi sono ottimi – ha detto ieri il figlio del presidente rossonero – c’è stima per Spalletti e per la Roma ma noi stiamo bene così». Il "problema" da superare, quindi, sarebbe "solo" di natura tattica. Nel senso che Gilardino il meglio di sé lo ha dato nel ruolo di unico terminale offensivo nel 4-2-3-1 di Prandelli. Ruolo attualmente "occupato" da Francesco Totti. Il rischio è che Gilardino si debba accontentare delle briciole che gli lascerà il capitano, a meno che Totti non decida di rivedere la sua posizione in campo (poco probabile) o che Spalletti non cambi modulo. Sia il capitano e sia il tecnico hanno tutto il tempo per pensarci, però. L’importante è che la Roma indirizzi le sue attenzioni verso giocatori di livello mondiale, e Gilardino lo è.

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Da ilromanista.it